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Pescara, 09/04/2026
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Data: 26/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pendolari, esplode la rivolta «Disagi e ritardi, è un’odissea». Duro documento a Morra: «Ferrovie in abbandono»

AVEZZANO - Summit ieri nella sede dell’assessorato trasporti: si è mosso il sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa in persona per andare a parlare con Giandonato Morra. Ma il grido di dolore ormai si fa sentire da ogni parte dell’Abruzzo interno. L’altra mattina anche Gianfranco Tedeschi, sindaco Pd di Cerchio, aveva reso nota una lettera aperta al governatore Chiodi e all’assessore Morra per denunciare il grave stato di abbandono in cui versano i treni che solcano l’Abruzzo. Soltanto Avezzano non si muove, ma in città il tempo delle rivendicazioni politiche si è fermato assieme all’orologio della stazione ferroviaria che, nonostante le segnalazioni, ormai da tre mesi procede con sei ore di ritardo e non si sa chi debba metterlo a posto. Testa si è fatto accompagnare da quattro pendolari del Comitato proprio mentre ad Avezzano si teneva presso l’ex Centro servizi culturali un’altra assemblea organizzata per il Comitato dei pendolari delle cinque e trenta da Lucia Proto, rappresentante Idv e anche lei viaggiatrice per lavoro.
Ecco una parte significativa del lunghissimo ed articolato documento consegnato all’assessore: «In occasione delle recenti nevicate del 3, 4 e 5 febbraio, numerosissimi viaggiatori hanno subito la violenza di rimanere bloccati sui treni per più di 24 ore, privi di ogni assistenza e della benché minima informazione da parte dell’azienda Trenitalia. L’entroterra della nostra Regione è rimasto isolato nel collegamento ferroviario sulla direttrice Roma - Pescara per l’interruzione programmata del servizio della tratta tra Sulmona e Tivoli dalla mezzanotte del 4 febbraio fino a cessata emergenza in occasione del reiterarsi di fenomeni atmosferici di neve e gelo; ormai, i pendolari che svolgono un’attività lavorativa e di studio e che sono costretti a usufruire del servizio ferroviario su detta tratta non sono più disposti a sopportare tali enormi disservizi da parte dell’azienda Trenitalia, e gravanti soprattutto a discapito della loro salute fisica, psicologica, e della disciplina di puntualità richiesta dalle aziende presso le quali essi lavorano e presso le istituzioni dove essi studiano».
Risultato: ieri l’assessore Giandonato Morra ha rinviato tutto al 17 prossimo. Ma questa volta non si è trattato soltanto di una formalità. Vuole parlare con Renata Polverini e con il suo omologo del Lazio per vedere cosa fare di questa linea che funziona fino a Lunghezza e poi si perde tra le montagne abruzzesi. Alla presenza di Cesare Spedicato, direttore regionale di Trenitalia, almeno Morra ha dimostrato per l’ennesima volta di voler mettere mano al problema. Una serie di questioni sono sul tappeto: la prima riguarda i pendolari che vanno a Roma. Nel Lazio i treni si riempiono all’inverosimile e diventano carri bestiame. Al ritorno, quando cioè portano gli studenti ad Avezzano arrivano in ritardo. E nel mezzo, poi, c’è stata la debacle dovuta alla nevicata, prevista e prevedibile. Conclusione: non è pensabile che l’Abruzzo non sia collegato con Roma. Prima o poi la Regione deve mettere mano a questo grave handicap della mancanza di una ferrovia agibile. Fino a oggi sia il centrodestra che il centrosinistra hanno fallito. La Pescara - Roma rischia di diventare per la politica quello che fu la Russia per Napoleone Bonaparte: una disfatta.

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