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Pescara, 18/12/2018
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Data: 26/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Torna l’antica biglietteria emblema della città veloce. Sportelli e uffici della Gtm nel gioiello di Franzi

Partire da una planimetria del 1934, disegnata, con squadra e matita, da uno dei principali esponenti del razionalismo italiano, l’architetto Gino Franzi. Recuperare il progetto originale. Poi ristrutturare, liberare la facciata da insegne, ringhiere ed orpelli, ripristinare gli ingressi laterali e le pensiline e, soprattutto, eliminare i segni, invadenti, di ristrutturazioni e manutenzioni, subiti nel corso degli anni.
Ci sono ancora impalcature e teloni, ma tra qualche settimana tornerà a mostrarsi nelle sue forme autentiche lo stabile del piazzale della stazione di Pescara, che accoglie lo sportello e gli uffici della Gtm. Fu realizzato nel 1939, su progetto dell’architetto piemontese Luigi, detto Gino, Franzi, per ospitare la biglietteria delle ferrovie elettriche abruzzesi, a pochi passi da corso Vittorio Emanuele II e dai binari del tram, che percorreva da nord a sud la giovane Pescara.
L’atrio semplice ed accogliente e poi a raggiera: sala d’attesa, deposito merci e bagagli, sala scrittura, servizi igienici e uno spazio riservato ai telefoni. E ancora la facciata curvilinea, gli elementi di bicromatismo, l’uso di finestre continue, la pensilina che sporgeva lungo il perimetro per riparare, dal sole o dalla pioggia, i passeggeri del tram. Gino Franzi disegna la sede della rivendita di biglietti e sala d’attesa dell’ex Fea mentre, in collaborazione Giuseppe Vaccaro, realizza il progetto del palazzo delle Poste e telegrafi di Napoli, trasformando, secondo la critica, l’enfatico ed autocelebrativo progetto originale, in un esempio eccellente di architettura funzionalista. Sceglierà, a Napoli come a Pescara, elementi di curvilinearità della facciata e bicromatismo, prediligendo granito di Baveno e marmo di grigio della Valstrona. Un omaggio alla terra natale. E numerosi sono, poi, gli interventi di Gino Franzi, a Roma, Milano, a Novara, dove costruisce la casa del fascio di Oleggio. Collaborò anche come scenografo per alcuni dei più celebri successi del cinema italiano. Uno su tutti: Ossessione, di Luchino Visconti.
«La biglietteria della stazione rappresenta un vero gioiello dell’architettura razionalista -ha spiegato l’architetto della Soprintendenza pescarese, Patrizia Tomassetti- in cui si ritrovano i tratti caratteristici dell’ingegno poliedrico di Gino Franzi, ma anche elementi importanti di quell’architettura moderna, che si è sviluppata a partire dagli anni Trenta, attorno alla figura di Le Corbusier, ispirata a principi di funzionalità che vedono la progettazione del singolo edificio integrata nel progetto della città».
Poco più di 10 metri quadrati, capaci di concentrare storia e memoria della città veloce. Testimonianza salvata dall’ennesimo scempio grazie alla presenza di un vincolo dello Stato e all’attenzione della proprietà, la Gestione trasporti metropolitani che, seguendo le indicazioni e i rilievi mossi dalla Soprintendenza, ha abbandonato il progetto originario di puro maquillage della struttura, per sposare un piano di recupero funzionale. Al posto dei sedili in legno, ci saranno comode poltroncine. Mentre moderni computer prenderanno il posto del bigliettaio in camicia nera. Ma a 73 anni dalla sua costruzione, riletta in chiave moderna, la biglietteria tornerà a mostrarsi com’era. E con la stessa funzione d’un tempo. Un gioiello inaspettato, nascosto tra i pini, da cui si potrebbe ripartire anche per ripensare alla riqualificazione dell’area di risulta.

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