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Pescara, 09/04/2026
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Data: 26/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Chiesa ha 100 mila immobili ma il conto da pagare è incerto. Le stime variano da cento milioni a due miliardi di euro

ROMA - La galassia è sterminata. Non solo come numero, anche come tipologia. Negli immobili in Italia collegati alla Chiesa, infatti, si trova davvero di tutto: scuole, ospedali, musei, biblioteche, consultori familiari, mense per i poveri, sale per ricevimenti e convegni., centri di recupero per tossicodipendenti e prostitute, teatri, alberghi, palestre. Oltre naturalmente a conventi, parrocchie, oratori, seminari e sedi vescovili. Un numero preciso ancora non c’è: si stimano circa 100 mila immobili, di cui diecimila scuole, cinquantamila strutture ecclesiastiche e quasi cinquemila strutture sanitarie. Poi ci sono poco più di 14.000 servizi di assistenza che impiegano - tra laici, religiosi, dipendenti e volontari - 420.000 persone.
Non sono pochi i casi in cui «l’attività commerciale» si affianca a quella «non commerciale». A volte la linea di confine è netta: che dubbio ci può essere su una struttura ricettiva che ti fornisce alloggio facendoti pagare tariffe giornaliere? A volte la cosa è un po’ meno chiara: è attività commerciale l’istruzione anche se gli studenti pagano una retta che copre di fatto giusto le spese? I salesiani, che in Italia hanno 140 istituti, dicono di no. E le cliniche gestite alle suorine dove operano bravi e costosi medici di grido? Sono quasi duemila sparse e a parte la cappella interna hanno camere degne di hotel di lusso e ti rifilano conti salatissimi. E gli asili nido a pagamento? Entro due mesi dall’approvazione definitiva del provvedimento sulle liberalizzazioni, il governo fornirà i criteri e i dettagli per sciogliere alcuni dubbi sulla nuova Imu che dal 2013 dovranno pagare anche gli immobili della Chiesa. Per continuare a godere dell’esenzione bisognerà individuare i locali dedicati «in modo esclusivo» all'attività non commerciale. Solo dopo questa operazione trasparenza si potrà capire davvero quale sarà il gettito per le casse dello Stato.
Le stime variano e anche di molto. C’è chi prevede meno di 100 milioni di euro l’anno (rapporto Ceriani del ministero dell’Economia), e chi dice che invece si può arrivare a molto molto di più. Anche due miliardi di euro all’anno, secondo un rapporto non ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Cifra che dovrebbe essere aumentata di ulteriori duecento milioni di euro secondo l'Ares, l'Associazione ricerca e sviluppo sociale. L’Anci, l'associazione dei Comuni, si ferma invece a 500-700 milioni, che comunque non è proprio un obolo.

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