ROCCARASO - Si sono presentati alle undici di ieri mattina sulle piste da sci di Pizzalto e Pratello: settanta ispettori dell’Agenzia delle Entrate divisi in trentaquattro squadre da due turni hanno controllato per tutta la giornata fatture, ricevute, scontrini e posizioni lavorative, negli alberghi, negli esercizi di nolo sci e nei centri benessere degli impianti; per poi passare, in serata, nel centro di Roccaraso, dove i controlli sono scattati soprattutto a carico di bar, pizzerie e ristoranti.
I verbali e le violazioni riscontrate hanno riguardato soprattutto il lavoro sommerso, il ritardo nella registrazione dei corrispettivi e la violazione nella emissione di ricevute nel noleggio e nell’attività dei maestri di sci.
Un blitz in piena regola, insomma, nella Cortina d’Abruzzo che, tuttavia, non porta con sé i numeri impressionanti registrati qualche mese fa nella cittadina veneta, né i metodi e gli obiettivi dei controlli. Nessun turista, infatti, è stato fermato e controllato e i numeri nei corrispettivi registrati dagli operatori turistici dell’Alto Sangro sono molto alti e sfiorano in alcuni casi il doppio dello scorso anno nello stesso periodo.
«Ma bisogna calcolare che quest’anno c’è tanta neve -spiega Dario Colecchi, presidente di Federturismo- e che i paragoni non sono sostenibili. Noi, comunque, siamo abituati ai controlli e il blitz non ci ha disturbati, se non fosse per gli orari di punta in un giorno di punta, dopo due settimane di magra totale». «Gli ispettori sono stati molto discreti -aggiunge Mauro Del Castello, gestore di Pratello- e se i controlli vengono fatti con logica ed educazione, per noi sono solo un valore aggiunto, perché arginano la concorrenza sleale». Dello stesso avviso il sindaco Francesco Di Donato: «L’appello a limitare i disagi, mantenendo la severità dei controlli, nasce dall’esigenza di lavorare serenamente durante questo periodo favorevole».
I turisti, d’altronde, dimostrano di apprezzare: «Fanno bene -commentano Raffaella e Domenico, avvocati di Napoli- visto i prezzi alle stelle. Per stare cinque giorni qui, nonostante siamo a casa di un parente spendiamo tra maestri, nolo sci, e cibo, non meno di mille euro». Per Giuseppe, medico di Caserta, le spese sono altre: «Passo duemila euro di alimenti ai miei figli ogni mese, quelle sono le vere tasse per me. Questi blitz servono come immagine, ma si sa bene dove sono gli evasori: avvocati, medici, imprenditori».
Tutti d’accordo, però, che le tasse si devono pagare, anche se non si capisce di chi siano le decine di Suv e auto di lusso parcheggiate nel piazzale. «La crisi si sente -continua Giuseppe, unico ad ammettere che il Suv l’ha comprato, ma a rate- ora posso permettermi la metà delle vacanze che facevo prima». Ma in molti, qui, vengono comunque, affittando case per l’intera stagione con prezzi che oscillano tra i 4mila e gli 8mila euro: «A me è costata un po’ meno -ammette Marco Ferraro Minoffi, commercialista napoletano- perché ho affittato a fine gennaio, saltando Natale. Sa, i consulenti sono gli ultimi ad essere pagati durante le crisi, per questo è giusto che per superarle, le crisi, le tasse le paghino tutti». Se lo dice lui che è commercialista. «Monti è sulla strada giusta -continua- ha tolto i contanti che sono il frutto principale dell’evasione. Per il resto questi blitz servono solo a livello psicologico».
Problema che non è di Elisabetta, romana e mamma a tempo pieno: «Di pagare se ne occupa mio marito che fa il dirigente -spiega- io sono qui per accompagnare mio figlio, siamo venuti in tredici, ma sinceramente trovo i prezzi troppo alti, anche se gli scontrini li fanno tutti: dai maestri di sci, al caffè al bar».
Che sia un’isola felice o un’isola avvertita (perché del blitz si vociferava dalla sera prima), Roccaraso, non è chiaro: certo è che qui, ora, tutti vorrebbero pagare in contanti. Chissà perché. Gli ispettori resteranno anche oggi.