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Data: 27/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pdl, il congresso finisce in rissa scontro tra Ricciuti e Giuliante. Il consigliere: «Inciuci con Cialente». Contatto fisico tra i due

Da una parte l’invito formale a Giorgio De Matteis del coordinatore regionale Filippo Piccone a partecipare alle primarie del centrodestra; dall’altra la rissa sfiorata fra il consigliere regionale, Luca Ricciuti (pro De Matteis) e il coordinatore provinciale uscente Gianfranco Giuliante. Un evento di contorno dunque, l’elezione scontata (vista l’unica mozione presentata) del nuovo segretario provinciale, Alfonso Magliocco, erede di Giuliante e del vice segretario Donato Di Cesare. Sullo sfondo il convitato di pietra, Giorgio De Matteis, che ha spaccato il partito di Berlusconi, pur avendone preso le distanze e nonostante ciò visto come l’uomo della Provvidenza da una parte dei pidiellini. Fra questi il consigliere Luca Ricciuti che aveva promesso battaglia al congresso e non ha deluso la platea. Nel suo intervento ha pizzicato Giuliante nel suo tallone d’Achille, accusandolo di inciucio con il sindaco Cialente (che ha portato i suoi saluti al congresso) provocando così la reazione iraconda, tutt’altro che inattesa, del coordinatore uscente. «Attenzione a non avallare chi ritiene che una parte di noi possa essere contenta che Cialente vinca e torni a governare questa città», ha detto Ricciuti. «Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?» gli ha gridato Giuliante che poi si è alzato, si è diretto verso Ricciuti, tentando di strappargli il microfono di mano e trovando un contatto fisico, trattenuto a stento da Salvatore Santangelo. «La scelta delle primarie è stata usata come clava per rompere una possibile coalizione che nasceva vincente - ha aggiunto Ricciuti -. Noi abbiamo scelto la divisione». Sul candidato di «Aquila città aperta» si è espresso anche il coordinatore regionale Filippo Piccone che ha parlato di un tentativo di convincere De Matteis a partecipare al test pre-elettorale. Il coordinatore cittadino uscente Enzo Lombardi proprio dal congresso ha annunciato la sua partecipazione alle primarie del 11 o 18 marzo. «Sarò umile servitore di chiunque le vincerà», ha detto. Prendendo la parola il segretario uscente, Gianfranco Giuliante ha motivato il suo scatto contro Ricciuti: «Credo sia una reazione comprensibile da parte di chi a 15 anni militava nel Movimento sociale per essere una diga contro il comunismo». A supporto della sua tesi anti-De Matteis, Giuliante ha ricordato quando nel 2006 egli stesso si rese disponibile a partecipare a un tavolo per la candidatura di De Matteis, parlando di un centrodestra allargato; ipotesi naufragata che «anche allora frantumò il centrodestra». Poi rivolgendosi a Ricciuti ha aggiunto: «In politica si incontrano avversari intelligenti e avversari dell’intelligenza oppure si possono incontrare utili idioti e cialtroni congressuali. È assurdo continuare a insistere nel volere un candidato come De Matteis che vuole estromettere il Pdl. Chi dice di essere altro da noi è evidentemente colluso con un avversario politico». «Ognuno deve occupare lo spazio che gli compete in politica; poi al ballottaggio ci si unisce. Cosa c’è di scandaloso?». A portare i saluti al congresso, fra gli altri, c’erano il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e Sabatino Aracu accusato dal sindacalista Ugl Piero Peretti di aver portato al congresso con i bus oltre cento dipendenti del call center 3G di Sulmona, solo per fare numero. Il segretario regionale della Destra Luigi D’Eramo ha posto l’accento sull’importanza delle primarie per cancellare la distanza tra le gente e i partiti. «Noi ci siamo - ha aggiunto - siamo al vostro fianco. Insieme faremo delle grandi primarie». «Molti ci hanno accusato di essere un partito di plastica - ha spiegato il neo segretario Alfonso Magliocco -. Solo noi rappresentiamo alternativa, gli altri solo una replica». «Qualche gufo si aspettava un congresso deserto - ha aggiunto Salvatore Santangelo -. Invece siamo tanti. Tutta l’Italia guarda all’Aquila, Gianni Letta e Berlusconi si sono spesi per L’Aquila perché avevano a cuore i cittadini. Troppo fango è stato buttato sul Pdl, ma non si può prescindere da questo partito».

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