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Pescara, 09/04/2026
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Data: 28/02/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il metano dà una mano anche ai conti Gtm. Il presidente Russo impone ai dirigenti di «segretare» dati e numeri sui Solaris «Spiacente, ma con voi non parlo più».

Trasporti. I 36 autobus di produzione polacca alimentati a gas hanno consentito un sensibile risparmio

Il metano dà una mano alla Gtm, consentendole di risparmiare molti soldi alla voce consumi rispetto ai mezzi a gasolio. Proprio un anno fa, di questi tempi, l'azienda presentava i 36 bus a metano, i Solaris prodotti in Polonia, un investimento oneroso poiché ogni bus era costato 250mila euro per una spesa totale di 8,5 milioni. Un investimento che, però, doveva essere lungimirante in quanto poteva essere ammortizzato negli anni. Poi è accaduto che i Solaris sono rimasti fermi in deposito due mesi per il problema del "carburante" fornito da Pescara gas: nei serbatoi arrivava un gas troppo liquido e le pompe non ce la facevano a rifornire correttamente i bus. Comunque, ad aprile i Solaris hanno cominciato a circolare sulle linee urbane e suburbane e ora è possibile tracciare un primo bilancio del loro utilizzo tra costi e ricavi. La spesa è valsa l'impresa, come aveva assicurato la Gtm, anche perché nel frattempo il costo del gasolio è salito alle stelle e, quindi, i bus a metano si sono rivelati ancora più risparmiosi. Che l'operazione sia stata positiva non v'è dubbio, ma una precisa documentazione è stata negata dal presidente Michele Russo dopo un giro di telefonate da raccontare.
Il direttore Max Di Pasquale ha confessato candidamente: «Ho qui davanti a me la tabella con i risultati nel dettaglio, ma non posso darveli perché il presidente ha dato ordine che ogni comunicazione riguardante l'attività della Gtm deve passare da lui». Ok, passiamo dal direttore al presidente, convinti di entrare in possesso dei preziosi risultati interessanti non solo per un giornalista, ma soprattutto per le persone che i mezzi della Gtm li usano tutti i giorni. Invece Russo: «Spiacente, ma con voi non parlo più». Fine delle trasmissioni con buona pace di chi ha il diritto di essere informato sull'andamento di un'azienda pubblica. Ferma restando la libertà di rispondere oppure no e di parlare o non con un giornalista, la cosa grave è che il presidente della Gtm ha vietato a tutti gli altri dirigenti di vertice di dare notizie di qualsiasi tipo, neanche fossero segreti industriali da custodire gelosamente, e come se l’azienda fosse cosa sua e non pagata con i soldi di tutti, compreso il suo stipendio. Segno anche di scarsa fiducia nei confronti degli altri professionisti che vi lavorano, trattati alla stregua di dilettanti che potrebbero farsi scappare chissà quale rivelazione. Questo significa che la Gtm è gestita in maniera verticistica dove tutto fa riferimento al Capo e dove non c'è spazio per la dialettica. Davvero paradossale che a negare la comunicazione sia proprio uno come Russo che della materia se ne dovrebbe intendere, avendo costruito la carriera sulle pubbliche relazioni. Pubbliche, appunto.

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