I lavoratori dei Comitati di base aderiscono al sindacato autonomo
ATESSA. E’ con l’ingresso dei Cobas nel sindacato autonomo Fismic che inizia a ridisegnarsi la geografia sindacale in Sevel.
La decisione, ufficializzata stamane nella bacheca della fabbrica del furgone Ducato, è il primo segno che qualcosa sta cambiando dal 13 dicembre 2011, dopo la firma del contratto collettivo specifico voluto da Sergio Marchionne che ha spazzato via la Fiom da tutti gli stabilimenti Fiat della Penisola. Assieme alle tute blu di Maurizio Landini non avevano firmato, ed erano quindi fuori dalla fabbriche, anche i rappresentanti di Cisal e Cobas. Da oggi invece qualcosa sta cambiando. «Informiamo i lavoratori della scelta di aderire alla Fismic», si legge in un volantino dei “compagni Cobas” così come si definiscono i rappresentanti dei comitati di base della Sevel, «sicuri di poter dare un contributo costruttivo alle nuove sfide che ci attendono».
Una scelta, quella dei Cobas, che assicurano, è stata «di cuore e di testa». «Oggi di fronte ai cambiamenti epocali a cui assistiamo», prosegue il volantino, «i lavoratori hanno bisogno di avere risposte concrete ed immediate, nella ricerca continua di certezze per il proprio futuro. Il contratto sottoscritto a dicembre risponde alle esigenze dei lavoratori di Fiat, ne condividiamo i contenuti e in particolar modo il profondo cambiamento nel sistema delle relazioni sindacali, la tutela del lavoro, la difesa dei diritti e una migliore retribuzione».
«Siamo soddisfatti del nuovo ingresso dei Cobas», commenta Roberto Salvatore, segretario provinciale Fismic, «questo dimostra la serietà e la coerenza del nostro sindacato e del nostro modo di intendere la difesa dei lavoratori».