Pronte le liste: Chiodi e Brucchi appoggiano il senatore contro Di Matteo e la Guardiani
IL CONGRESSO DELLA VERITA’ L’assessore regionale al Lavoro vanta un terzo dei delegati, domenica si vota
TERAMO. Sarà domenica di fuoco per il Pdl. I 14mila iscritti sono chiamati al congresso che eleggerà il segretario provinciale. La scadenza del termine per la presentazione delle liste ha confermato che, nel Parco della scienza, sarà sfida a due: quelli che fanno riferimento al coordinatore uscente Paolo Tancredi e quelli che hanno come sponsor l’assessore regionale Paolo Gatti.
Oltre al segretario e al suo vice, i tesserati sceglieranno i componenti del comitato provinciale per il quale entrambi i gruppi propongono quindici candidati.
SFIDA A DUE. Tancredi, a caccia della conferma, guida l’ala più forte del partito potendo contare sul controllo di quasi due terzi degli iscritti grazie anche all’appoggio degli ex An dell’assessore regionale e vicecoordinatore uscente Giandonato Morra e della lista civica creata dall’altro assessore regionale Mauro Di Dalmazio. Gatti, incandidabile per il suo ruolo istituzionale, ha messo in campo l’associazione “Futuro in” di cui è il fondatore e che per la segreteria punta sul consigliere regionale Emiliano Di Matteo.
I CANDIDATI. La lista per il comitato collegata a Tancredi avrà il numero 2 sulla scheda elettorale, perché è stata presentata per seconda, e sarà aperta da Enrico Mazzarelli, capo della segreteria del governatore Gianni Chiodi.
Tra gli altri candidati spiccano gli assessori comunali Giorgio Di Giovangiacomo e provinciale Elicio Romandini.
Il numero 1 andrà alla lista gattiana targata “Futuro in” che propone ai primi tre posti l’assesore provinciale Eva Guardiani, l’assessore comunale Rudy Di Stefano e il consigliere comunale Franco Fracassa.
I SOSTENITORI. Entrambi gli schieramenti sono appoggiati da dirigenti e amministratori del partito.
Per Tancredi hanno firmato Chiodi, Morra che non è ricandidabile come vice e lascia il posto in quota ex An al consigliere comunale Valeria Misticoni, Di Dalmazio, il presidente della Provincia Valter Catarra, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e il consigliere regionale Lanfranco Venturoni.
Gatti figura come primo sostenitore di Di Matteo che indica come suo vice il consigliere comunale di Montorio Alfredo Grotta e può contare sul sostegno di un nutrito gruppo di primi cittadini tra cui l’ex tancrediano Rando Angelini, Gino Monti e Stefania Guerrieri.
IL DISSENSO. La strategia dell’ala gattiana non è condivisa dal consigliere comunale Angela Di Pietro.
«La contrapposizione a cui stiamo assistendo è incomprensibile», afferma, «non doveva essere messa in discussione la leadership di Chiodi».
Secondo lei non si capisce «come sia stato possibile giungere a un tale grado di frammentazione considerato che tutti i risultati raggiunti fino a questo momento sono stati possibili solo grazie all’unità d’intenti».
LA REPLICA. Immediata la risposta di Fracassa a detta del quale il sostegno di Angela Di Pietro a Tancredi non desta meraviglia.
«Sconcerta un po’, invece, la sua dichiarazione», afferma il consigliere, «poiché curiosamente vuole trasformare la lista Tancredi in lista Chiodi». Sarebbe stato lo stesso presidente della Regione - afferma di Fracassa - ad auspicare la presentazione di due liste per sottolineare la pluralità del partito.
UNITA’ MANCATA. A sottolineare il valore positivo di un confronto interno corretto è il segretario uscente. «Ero pronto anche all’avvicedamento», chiarisce Tancredi, «ho lavorato per una soluzione unitaria ma ora c’è la competizione e dobbiamo dimostrare maturità».
I gattiani invocano maggiore apertura del partito. «Se non fossimo stati aperti», puntualizza il senatore, «Gatti e Di Matteo non sarebbero entrati nel Pdl e non sarebbero stati candidati alla Regione». Tancredi vede anche un rischio nella sfida congressuale. «Mi dispiacerebbe», conclude, «se la classe dirigente teramana perdesse la propria autonomia».