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Data: 29/02/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Trasporto locale e liberalizzazioni - Ferro-gomma, "bacino unico regionale". Una sola azienda per treni e autobus liguri. L'obiettivo è accorpare anche i dipendenti che operano nelle varie realtà locali ma anche quelli di Trenitalia

L'assessore Vesco ha spiegato la strategia. Il disegno di legge entro la metà di marzo. TRENI e autobus di tutta la Liguria gestiti in un'unica azienda che comprenda non solo i dipendenti delle attuali aziende di trasporto ma anche i dipendenti di Trenitalia addetti al servizio regionale: è l'obiettivo che si profila all'orizzonte del trasporto pubblico locale, che si avvia a diventare "bacino unico" e come tale a dimensione regionale. Il disegno di legge della giunta sarà varato entro metà marzo (nelle riunioni del 9 o del 16 marzo) per poi cominciare il cammino in consiglio. Ne hanno discusso ieri i consiglieri di maggioranza (pochi, per la verità: solo otto) con l'assessore ai trasporti Enrico Vesco. «L'obiettivo - ha spiegato Vesco - è di costituire un bacino unico regionale ferrogomma. I tempi sono stretti. La legge dovrà garantire l'organizzazione e la gestione del piano di trasporto pubblico». «Ci muoviamo - ha aggiunto l'assessore - su un terreno difficile e tecnico, sono già state elaborate numerose bozze, ma è necessario arrivare a dare una linea certa. Il nuovo piano provocherà un risparmio, ancora da quantificare, in particolare eliminando le sovrapposizioni di servizi». Alla domanda del consigliere e coordinatore ligure del Pd Lorenzo Basso, su quali risparmi porterà l'azienda unica, Vesco ha risposto che non sono ancora stati quantificati: «ma deriveranno principalmente dalla centralizzazione degli acquisti, dall'accorpamento dei servizi e dal nuovo piano di esercizio dei servizi che farà venir meno le sovrapposizioni». Il testo è stato oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali, le quali hanno manifestato dubbi su alcuni punti come la clausola sociale e le subconcessioni. Perplessità sul bacino unico regionale sono state sollevate da Ezio Chiesa (gruppo Misto), che ha poi precisato: «Se nel testo non sono definitii servizi minimi io non lo voto, il rischio è che alcuni territori restino senza trasporto pubblico».

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