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Data: 29/02/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Alla Gtm gli straordinari sono regola e non eccezione. Personale viaggiante in sofferenza. Come il servizio. In pianta organica gli impiegati sono più degli operai

A una lettura superficiale, la pianta organica della Gtm dice che i vari ruoli sono coperti a sufficienza con l'80% del personale formato da autisti e controllori. A una lettura più approfondita si scopre però che il settore sempre in sofferenza è proprio quello del personale viaggiante, situazione deficitaria testimoniata dal continuo ricorso agli straordinari.
Il quadro nudo e crudo dell'organico parla di 379 dipendenti, 295 dei quali sono autisti (operatori di esercizio) e controllori (addetti al movimento), 40 gli operai dell'officina e manutenzione, 33 gli impiegati, 8 i quadri aziendali (compreso l'ingegnere appena arrivato) e 3 dirigenti.
Queste ultime cifre scoprono un primo paradosso: le persone che lavorano in ufficio sono 44: 4 in più degli operai, quelli cioè che più servono a un'azienda di trasporto, bisognosa di frequenti interventi sul funzionamento e sulla manutenzione dei mezzi, proprio per assicurare un efficiente e costante servizio pubblico.
A fronte delle unità fisiche vi sono 138 mezzi che compongono il parco macchine della Gestione trasporti metropolitani: di questi, 110 sono destinati al servizio urbano di Pescara, 26 sulla linea Penne-Pescara e sul servizio urbano di Penne, con 2 granturismo.
Dalla breve analisi della pianta organica è facile arguire che il tasto dolente è il rapporto sbilanciato fra la parte operativa e quella impiegatizia, dove la prima è in eterna sofferenza rispetto alla seconda.
Di qui sono nate due anni fa le battaglie sindacali della Filt/Cgil e della Uiltrasporti per la trasformazioni da part-time a full time dei contratti degli autisti. Battaglia alla quale si sono unite anche le altre tre sigle sindacali (Ugl, Cisl e Cisal) perché dopo i primi 13 contratti trasformati a tempo pieno (8 il 16 settembre e 5 il 31 dicembre 2011), restano da effettuare le altre 30 trasformazioni, 12 da attuare entro il 2012 e le rimanenti 18 nei due anni successivi perché si tratta di autisti che non hanno ancora maturato l'anzianità di servizio necessaria.
Richieste che i sindacati hanno ribadito alla luce delle elevate prestazioni straordinarie, che, dati alla mano, hanno dimostrato un costo esorbitante per l'azienda (un'ora di straordinario viene pagata il 50% in più di un'ora di servizio normale). Richieste che assumono un peso maggiore soprattutto in vista degli ulteriori pensionamenti che interessano proprio il settore del personale viaggiante: tra marzo e aprile, infatti, andranno in pensione altri 4/5 autisti. Per questo motivo, i cinque sindacati hanno chiesto un incontro urgente per rivedere il programma già definito, con lo scopo dichiarato di abbreviare i tempi delle trasformazioni dei contratti.
Una questione che tiene col fiato sospeso lavoratori e sindacalisti. Alberto Cilli della Uil, ad esempio, ricorda che «all'incontro della prossima settimana andiamo per mettere nero su bianco accodi di massima già trovati con l'azienda: al di là delle differenze di vedute fra le cinque sigle, sulla questione dei contratti siamo tutti uniti e in attesa che la Gtm rispetti gli impegni presi». La Gtm ha promesso che a settembre vi saranno 6 passaggi a full time e altrettanti a dicembre: «I patti sono chiari - aggiunge Cilli - e non abbiamo intenzione di alzare i toni dello scontro, pertanto non resta che sottoscrivere le intese raggiunte. Se la Gtm darà seguito agli accordi ok, altrimenti non escludiamo azioni di lotta, compreso il ricorso allo sciopero».
Dopo il caso-autisti, si apriranno altri fronti fra azienda e sindacati perché le criticità da risolvere sono molte. Fra queste spicca la riorganizzazione delle linee che non offrono un vero servizio pubblico, 38 su tutte. La Gtm aveva annunciato il ritorno all'antico dividendo in due la percorrenza: l'8 da Cappelle sul Tavo a Montesilvano e il 3 da Montesilvano all'aeroporto. Ma sui modi di attuare la riforma i sindacati non sono d'accordo e già promettono battaglia.

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