SEI LINEE completamente cancellate. Otto soppresse nei festivi. E due che il sabato e la domenica non circoleranno più. Ecco il 'regalo' per gli utenti dei mezzi pubblici che, dal 15 marzo, dovranno fare i conti, quando va bene, con attese più lunghe alle fermate. O con linee, come la 56 (quella che collega Le Piagge a Careggi) e la 29, che il sabato e la domenica non vedremo più sulle strade. Confermato il colpo di spugna sulla 30x, che va a sommarsi alla riduzione, nei festivi, delle corse della linea 30 A/B, che da 40 scenderanno a 32. Come dire: chi abita a Campi può scordarsi il mezzo pubblico per venire a Firenze la domenica. Addio anche al numero 92 (Settimello-via Baldanzese), mentre il 90 e il 91, pur subendo un taglio, riusciranno comunque a garantire le corse dalla mattina alla sera. Cancellate le linee 50, 34 e 39. E resterà un ricordo pure la Pa (parcheggio Alberti). Vediamo i numeri che spariranno nei festivi: via il bus 83, ma anche il 38, il 40, il 41, il 42, il 43, il 44 e il 57. Ma le novità non si fermano qui: la linea 93 sarà limitata alla fermata Batoni della tramvia, mentre la 7 subirà la cancellazione di una coppia di corse la mattina dei giorni festivi. Cambiamenti in vista, poi, per gli utenti del 47 (niente più corse pomeridiane il sabato e i festivi) e del 21: stop a due coppie di corse (con partenza dalla fermata Pacinotti dopo le 18) nei giorni feriali, a tre coppie di corse il sabato e ad una coppia (delle 14 e delle 20, con partenza dalla fermata Pacinotti) nell'orario festivo. Il 10, sabato e domenica, sarà limitato alla fermata Gennarelli. E il 37 fermerà al Galluzzo le ultime due coppie di corse, con partenze da Firenze alle 23 e alle 23.35. Tra le linee penalizzate, ricordiamo pure la 26 (cancellate due coppie dalle 13.30 alle 15 e una coppia dopo le 21 nei festivi) e la 27, che dovrà fare a meno di una coppia di bus, nei festivi, tra le 12 e le 13. INTANTO, mentre è stato revocata l'adesione di Ataf allo sciopero nazionale, così come richiesto dalla commissione di garanzia, oggi si terrà come previsto il primo sciopero della tramvia. I lavoratori di Gest incroceranno le braccia dalle 13 alle 17 per protestare contro la chiusura dell'azienda rispetto alla richieste fatte dai sindacati su turni di lavoro, trasferimenti, buoni mensa. Il 14 marzo sarà di nuovo sciopero in Ataf per protestare contro l'ingresso in azienda dei privati e prossimamente potrebbero fermarsi anche i lavoratori di altre aziende di trasporto pubblico dell'area fiorentina, come Sita e Autolinee Toscane. Motivi dello stop, questa volta, i nuovi tagli al tpl, che rischiano di produrre esuberi tra lavoratori per i quali non è prevista nessuna forma di ammortizzatore sociale. Le Rsu di Busitalia Sita nord, e Autolinee Toscane hanno scritto una lettera aperta alla Regione e alla Provincia di Firenze perché trovino il modo di garantire i posti di lavoro nelle due aziende, oltre che il servizio per gli utenti, che è stato ridotto soprattutto nella zona del Mugello e del Chianti. Il nuovo taglio del 5% previsto dal prossimo mese e quello paventato per aprile rischiano infatti di produrre nel breve una decina di esuberi tra le due aziende: 8 in Sita, che a Firenze conta 300 dipendenti, e 2, su un totale di 36 dipendenti, in Autolinee Toscane. «Fino ad oggi le aziende hanno retto i tagli, puntando sui pensionamenti e gli accordi di solidarietà tra colleghi», spiegano Giorgio Cecioni, della Rsu Autolinee Toscane, e Giovanni Tonola, della Rsu Busitalia Sita Nord. «Ma da qui in avanti la nostra preoccupazione è quella di vedere, dall'oggi al domani, padri di famiglia in mezzo a una strada»