Summit con i vertici delle agenzie tributarie: se pagano tutti fisco più leggero
ROMA - «Nel 2011 grazie all'operato dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza sono stati recuperati 12 miliardi di euro. Ma si può e si deve fare di più. Se ognuno dichiara il dovuto, il fisco potrà essere più leggero per tutti. E' un impegno ineludibile». Un annuncio che per qualcuno ha il sapore della promessa quello fatto ieri dal presidente del Consiglio Mario Monti al termine della riunione, in via XX Settembre, della task force anti-evasione, alla quale hanno partecipato i vertici del dicastero dell’Economia e delle agenzie fiscali. Secondo il presidente del Consiglio «rigore, equità e sviluppo sono le linee direttrici fondamentali su cui si basa il nostro impegno per assicurare che il contrasto all'evasione fiscale sia efficace e non intrusivo. Il recupero dell'evasione - sostiene Monti - deve diventare uno strumento per migliorare l'efficienza del sistema economico in un quadro più equo».
Nella nota diffusa al termine della riunione viene anche spiegato che «ogni euro speso per il funzionamento dell'Agenzia delle Entrate se ne recuperano 3,6 di nuove tasse accertate». Il ruolo «strategico» di questa amministrazione viene ribadito dopo le polemiche dei giorni scorsi e nel documento si ribadisce non solo l’attività svolta dall’Agenzia nel recupero dell’evasione, ma anche nel «servizi ai contribuenti più efficienti», migliorando anche la tempistica dei rimborsi.
Al summit, oltre a Monti, hanno preso parte il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, i sottosegretari Vieri Ceriani e Gianfranco Polillo, i vertici del Dicastero e delle Agenzie delle Entrate, delle Dogane, del Territorio, della Guardia di Finanza e dei Monopoli di Stato. Una vera e propria task force che, al termine della riunione, ha licenziato un testo di linee guida nella lotta all’evasione fiscale che danno il senso della tenacia con la quale il governo intende operare.
Nell'atto «di indirizzo, firmato dal presidente Monti che ridisegna la strategia operativa degli interventi da attuare nella politica fiscale del prossimo triennio, vengono indicate quattro aree prioritarie»: «Risanamento». «Utilizzo prudente della leva fiscale». «Rafforzamento della lotta all'evasione» e adozione «delle riforme strutturali».
Ovviamente la maggior parte, se non tutti, i dodici miliardi recuperati sono frutto del governo Berlusconi-Tremonti. Proprio perché appartengono all’anno scorso, sono stati di fatto già assegnati a singoli capitoli del bilancio votato lo scorso anno, se non addirittura spesi. Resta l’impegno preso dal governo, e confermato dai numerosi e pubblicizzatissimi blitz della Guardia di Finanza, di operare ancora con maggiore pressione sul fronte dell’evasione.
L’impressione resta quella di trovarsi, ancora una volta, in presenza di un ammonimento reso ancor più efficace dalla riunione mattutina che si è tenuta in via XX Settembre. E’ evidente come l’esecutivo, a poche settimane dalla scadenza del versamento della reintrodotta tassa sulla prima casa, avverta la necessità di dare segnali forti ai contribuenti onesti sul fronte dell’equità oltre che su quello del risanamento.
Un messaggio resosi ancor più necessario, visto che su altri fronti - come sul taglio delle retribuzioni dei top manager pubblici o sul taglio dei costi della politica - è stato costretto ad arretrare di molto rispetto alle promesse iniziali. Dai cento miliardi di euro di evasione, stimati anche di recente, il presidente del Consiglio pensa di poter ricavare le risorse per mantenere l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2013, così come promesso ai principali partner europei. Un obiettivo che Monti persegue con tenacia e che, malgrado i provvedimenti attuati sinora, non riduce la sua percentuale di gradimento.