ROMA. Nessuno spiraglio sembra aprirsi nel giorno decisivo per il progetto di fusione tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis. Stamani il cda si riunirà per prendere una decisione definitiva, e subito dopo presenterà le sue valutazioni all'assemblea degli azionisti. La soluzione potrebbe essere quella di mettere l'operazione in stand by in attesa di uno scenario più chiaro. Non è infatti arrivata l'autorizzazione dell'Anas. E senza, ha indicato il presidente di Autostrade Gian Maria Gros-Pietro, sarà «inevitabile rinunciare al progetto». Sembra da escludere la possibilità di novità dell'ultimo minuto: non ci sarebbe ancora alcun dialogo tra la società, l'Anas, e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Resta il muro contro muro che ha caratterizzato gli ultimi mesi. La soluzione potrebbe quindi essere quella indicata da Abertis: rinviare tutto, fermare il progetto per, eventualmente, riproporlo quando il quadro sarà definito, quando cadranno rischi e variabili che oggi rendono difficile concludere l'operazione. Potrebbe essere da rivedere, per esempio, il valore della società italiana, e quindi il rapporto di cambio per una fusione tra pari, calcolando gli effetti della riforma delle concessioni varata con la Finanziaria e ancora oggetto di modifiche. Un rinvio permetterebbe anche di attendere l'esito delle procedure avviate da Bruxelles. In questo clima, il titolo Autostrade scivola ancora in Borsa. In un mese ha perso il 7,4%.