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Data: 29/02/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Cstp, sì dei sindacati: contratti di solidarietà, esuberi più lontani

Vertenza Cstp, sì dei sindacati ai cosiddetti contratti di «solidarietà difensiva» per evitare gli esuberi. Dal vertice tenuto ieri mattina nell'azienda di piazza Luciani, si esce con un aggiornamento a lunedì per l'incontro decisivo, quello sui numeri concreti: in pratica, la trattativa sul numero dei licenziamenti da scongiurare - sono 149 quelli dichiarati dall'azienda - e sull'entità dei tagli all'orario di lavoro richiesti per scongiurare l'esubero, rinuncia che per ora si aggira intorno al 23 per cento delle ore lavorate dal dipendente. Ma quello di ieri è un segnale molto importante, il primo passo di un accordo tra i vertici del consorzio e i sindacati, che avvicina di molto la firma dell'intesa, definitiva quadratura del cerchio di una lunga e complessa questione. Uno sblocco che giustifica l'ottimismo proveniente sia dall'azienda che dai sindacati, a fine riunione. Decisivo, nell'intesa sul contratto di solidarietà difensiva - strumento nato per le imprese di trasporto che non possono fare ricorso alla cassa integrazione - l'accordo raggiunto venerdì a Palazzo Santa Lucia sulla costituzione del fondo regionale per i lavoratori del trasporto pubblico locale, istituito con una dotazione iniziale di quindici milioni di euro. È da qui, infatti, che si attingerà per compensare in parte il taglio della retribuzione persa per la riduzione della prestazione. Il contributo regionale - della durata massima di due anni- equivale al 25 per cento della retribuzione non percepita a seguito della riduzione di orario. E andrebbe ad aggiungersi, come spiega il presidente del Cstp Mario Santocchio, «all'altro 25 per cento garantito dall'azienda e all'ulteriore 25 per cento inteso come quota messa a disposizione dall'Inps». Con i lavoratori, come si deduce dal facile calcolo, che rinuncerebbero al 25 per cento rimanente del taglio alle ore, con una perdita in busta paga che in questo modo non dovrebbe superare il sei per cento dello stipendio. Lunedì, quindi, si partirà da questa base nella prima delle riunioni tecniche. Ieri, di fronte ai vertici dell'azienda (oltre a Santocchio era presente all'incontro il direttore generale del Cstp, Antonio Barbarino), i delegati provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl hanno avviato la trattativa per la definizione dei valori economici dell'accordo e del numero esatto di esuberi. Quel 25 per cento di integrazione dell'azienda è il primo dei tavoli sui cui si gioca l'accordo. Ottimismo, ma con cautela da parte della Filt Cgil. «L'intesa sui numeri - dice il segretario provinciale Amedeo D'Alessio - sarà raggiungibile se ci saranno le garanzie economiche di un'ulteriore integrazione da parte dell'azienda. Non c'è dubbio che l'intesa sui contratti di solidarietà sia avviata, ma di qui a farli ce ne correrà». Per Gennaro Scarano (Uiltrasporti) «la trattativa non è ancora chiusa, ma l'unica soluzione è quella dei contratti di solidarietà. La perdita per le maestranze sarebbe limitata, il dubbio è sulla corretta messa in pratica del piano. Cioè se con i tagli ci saranno ugualmente i numeri per fare i servizi».

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