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Pescara, 21/06/2026
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Data: 01/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tagli al trasporto ferroviario - Tornano i treni notturni alla stazione di Pescara ma ad orari impossibili

PESCARA - Trenitalia torna parzialmente sui suoi passi: dal 4 marzo saranno ripristinate le fermate a Pescara dei treni notturni Lecce- Bologna (arrivo alle 2,38 e partenza alle 2,40) e Bologna-Lecce (arrivo alle 3,43 e partenza alle 3,45), treni che erano stati soppressi. Una buona notizia, indubbiamente, e l’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, celebra il successo della pressione scaturita «dalla forte alleanza tra le regioni adriatiche». Spiega Morra: «Con l’assessore delle Marche, e poi coinvolgendo anche Molise e Puglia, abbiamo continuato a lavorare in silenzio ma tenacemente, confrontandoci su proposte concrete con Trenitalia, Fs e Ministero. Il ripristino delle fermate dimostra che abbiano avuto ragione, riuscendo a far comprendere ai nostri interlocutori che se l’Unione europea si muove verso la prospettiva di una Macroregione Adriatico-Ionica, sarebbe incomprensibile, sul piano delle infrastrutture e dei trasporti, penalizzare un’area come questa».
Ora: giusta la soddisfazione di Morra, non sfugga la cecità di chi governa, in Italia, il sistema dei trasporti se occorre una simile pressione delle regioni adriatiche per far capire l’assurdità di tagliare fuori una parte non piccola del Paese da un decente servizio ferroviario. Con teste così dure, c’è poco da stare allegri.
E poi: va bene il ripristino dei due treni notturni, ma è incredibile che a Pescara, e all’Abruzzo, sulla linea adriatica debbano essere assegnati, di notte, solo un treno che va su ed uno che va giù, ed in orari del genere. Le due e mezza, le tre e tre quarti. La linea Pescara-Roma è un anacronismo storico, quattro ore e mezza dall’Adriatico al Tirreno, sperando non ci sia neve altrimenti si pernotta al gelo in carrozza, e la linea adriatica offre all’Abruzzo pochi treni e all’ora dei vampiri. E dovremmo pure essere contenti?

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