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Data: 01/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Liberalizzazioni, oggi la fiducia Lega allo scontro sulla tesoreria

Maroni: pronti alla class action. Bersani: passi avanti grazie al Pd

ROMA - Il governo blinda il decreto sulle liberalizzazioni, ed oggi sarà ufficializzata una decisione già presa ieri pomeriggio. Verrà posta la fiducia a un maxiemendamento, al disegno di legge in esame al Senato. Troppi gli emendamenti presentati: circa 1700 depositati alla scadenza di ieri. E tempi stretti: la fiducia è un modo per aggirare l’ostacolo di un dibattito che andrebbe avanti all’infinito. Mario Monti ha detto di «aspettare» l’approvazione entro la fine di questa settimana, sottolineando di seguire «con molta attenzione anche il successivo dibattito alla Camera», dove il provvedimento approderà il prossimo 19 marzo. L’auspicio del presidente del Consiglio è che il «testo finale, che diventerà legge, contenga i risultati desiderati» dal governo, «in termini di sviluppo, occupazione e minori costi per le imprese e i cittadini». L’obiettivo è quello di rendere più «concorrenza nel settore dei servizi, incluse le reti e le professioni». Soddisfazione è stata espressa da Pier Luigi Bersani, «chapeau al governo Monti». Ma il leader del Pd ha voluto rimarcare che, se sono stati fatti passi in avanti, è merito dei democratici: «A me piace il bicchiere pieno di liberalizzazione!». Per il presidente del Senato, Renato Schifani, i gruppi parlamentari «si stanno misurando in un dibattito vero, a volte non facile» che chiude «una stagione, ormai inaccettabile, di esasperata conflittualità».
Sulla tesoreria unica nazionale, però, è scoppiata ancora una volta la bagarre. Il leghista Roberto Maroni minaccia di guidare una rivolta di Comuni e Regioni, promuovendo una class action. La questione è stata sollevata da Idv e Lega, ieri mattina, all’arrivo del decreto nell’aula del Senato. Hanno eccepito pregiudiziali di costituzionalità che, però, state respinte dal voto dell’assemblea. Soddisfazione per il complesso delle norme che palazzo Madama ha contribuito a riscrivere, è stato espresso dai presidenti dei senatori di Pdl e Pd. Meno soddisfatto il Terzo Polo, che con Francesco Rutelli ha parlato di «influenze negative» con chiaro riferimento all’allentamento delle norme su taxi e professionisti. In ogni caso, per Giampiero D’Alia, capogruppo Udc, non si discute la fiducia, che arriverà, ma lamenta che i suoi senatori «non sono entusiasti del testo»: «Si poteva fare meglio e di più», dice molto chiaramente..
La polemica sulla Tesoreria unica nazionale, prevista dal decreto, provoca scintille fra Regioni e Comuni. Anche se per Vittorio Grilli, vice-ministro dell’Economia, «nessun ente locale non avrà i soldi da spendere», perché «la centralizzazione della tesoreria non è fine a se stessa», ma è per dare più efficienza alla gestione «della liquidità». Secondo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, però, «è una palese violazione del diritto costituzionale». La Regione Veneto ha presentato ricorso al Tar per diffidare il tesoriere regionale, Unicredit, a trasferire le risorse (che ammontano, in questo momento, a 8 miliardi di euro) a Roma. Ma Unicredit Banca ha risposto che obbedirà al governo e non all’ente di Palazzo Balbi. Il governatore Luca Zaia ha detto che è una scelta «assolutamente non condivisibile» e rappresenta «un vero e proprio esproprio centralista attuato dal governo». Anche i governatori di Emilia, Lazio, Lombardia e Marche, stanno valutando la possibilità di impugnare la legge. Per Renata Polverini «stiamo ragionando se ci sono elementi per ricorrere, e secondo noi, ci sono». Il Comune di Padova ricorrerà al giudice ordinario. Il presidente Anci, Graziano Del Rio, chiede «rispetto istituzionale» da parte del governo. Ma per gli avvocati non è il momento dello sciopero. L’Unione delle Camere penali prende le distanze dalle agitazioni proclamate dall’Organismo unitario dell’avvocatura.

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