Prima di parlare alla folta platea del Ridotto del Teatro comunale, Bersani ha incontrato gli operai della Finmek che, con la riforma delle pensioni, hanno visto allontanarsi la possibilità di un esodo retribuito: «E’ inaccettabile la condizione di questi lavoratori. Ci vuole un tavolo con il Governo. Non esiste che si chiuda il discorso pensioni se prima non si risolvono questi problemi». Sul tema, il parlamentare Giovanni Lolli ha ipotizzato che una soluzione possa essere trovata nella legge sul terremoto che sarà discussa l’8 marzo, alla presenza del ministro Barca, nel Comitato ristretto. «La nomina di Barca -ha spiegato Bersani- è stata una nostra richiesta. Basta con il commissariamento, la legge sarà approvata a breve».
Bersani ha rassicurato anche sui fondi delle ricostruzione: «Ci sono. Mi sembra però che qui la cosa più importante sia il lavoro. Avevamo capito subito che il modello di ricostruzione era sbagliato. Non poteva funzionare con i commissariamenti. Un metodo barocco che mette nelle condizioni un sindaco di non decidere. Questa idea di centralizzazione del ghe-pensi-mi non è andata bene. Ora le condizioni sono mutate. Con questo Governo si può ragionare. Le cose che sta facendo Monti dimostrano che Cialente aveva ragione». La zona franca? «Una presa in giro».
Il segretario Pd aquilanoo, Francesco Iritale che ha voluto ricordare Massimiliano Giusti, il ragazzo aquilano che ha perso la vita sul Gran Sasso.
Cialente ha infine sottolinetao come Bersani sia stato «il politico più vicino all’Aquila nel post-sisma». Poi il sindaco ha parlato delle primarie e della sua candidatura: «Le primarie sono una grande festa. Gli aquilani colgano questa opportunità. Ho riflettuto un po’ troppo prima di ricandidarmi. Dovevo prima interrogarmi per capire se avevo fato tutto il possibile. So di aver sbagliato alcune cose ma non sono Superman».