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Pescara, 29/05/2020
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Data: 02/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Fiducia sul decreto, banche in rivolta. Passa un emendamento che taglia le commissioni, si dimette il vertice dell’Abi. Ecco che cosa cambia con il maxi-emendamento approvato ieri dal Senato

ROMA. Le commissioni bancarie sulle linee di credito spazzate via, con un sol colpo. Un emendamento della senatrice del Pd Anna Rita Fioroni che ha provocato la rivolta dei bancari, le dimissioni dei vertici dell’Abi, e un certo fermento tra le forze politiche. E mentre il Senato approvava, nel pomeriggio di ieri, il decreto Liberalizzazioni (237 sì, 33 contrari, 2 astenuti, voto di fiducia) tra le solite intemperanze in aula della Lega Nord, il dibattito politico si infiammava sui provvedimenti che interessano le banche. Anche perché alla base c’è (forse) un equivoco, un passaggio “saltato” nell’emendamento ieri approvato, che ne ha un po’ snaturato finalità e dimensioni. «Sono nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedono commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento oltre il limite del fido». Uno dei due relatori, Filippo Bubbico (Pd) si è affrettato a puntualizzare che era «saltato un pezzo», in base al quale la nullità delle clausole si applica alle banche «che non si adeguano alle norme sulla trasparenza ai sensi della delibera del Comitato interministeriale per il risparmio». Quindi la norma sarà cambiata alla Camera, ma con il putiferio scatenato dalle banche (e da Lega e Pdl), c’è il rischio che salti del tutto. Lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha voluto mandare assicurazioni alle banche: «C’è già un emendamento di iniziativa parlamentare alla Camera che corregge la norma sulla nullità delle clausole per le linee di credito». Questo non ha evitato il “gesto” del Comitato di presidenza dei bancari. Il presidente Mussari ha convocato una conferenza stampa in fretta e furia per dire che quella era «la goccia che fa traboccare il vaso». Mussari ha avvertito che la norma danneggia gli investimenti delle imprese bancarie e anche tutte le altre. «Cioè mette a rischio il credito alle imprese ma anche alle famiglie costringendo a rivedere tutto il sistema creditizio». In sintesi, la minaccia è la stretta creditizia e tassi più alti. Aggiungendo timori persino sull’occupazione nel settore creditizio.
Anche il segretario del Pd Bersani ha invitato a «correggere il tiro, smentendo in parte l’iniziativa della Fioroni che da parte sua si è detta «affatto pentita» del suo emendamento. Le stesse Cooperative hanno messo in guardia il governo da non mettere imprese contro banche, mentre il Pdl, dopo alcune dichiarazioni contraddittorie di Gasparri, ha cercato di defilarsi con un «noi non c’entriamo niente».
Anche Casini (Udc) ha invitato a correggere, mentre la Lega prevedeva «danni devastanti per il sistema creditizio».

Ecco che cosa cambia con il maxi-emendamento approvato ieri dal Senato

Taxi, decidono i Comuni
Ici sulla Chiesa. Mutui portabili e rinegoziabili senza spese

ROMA. Dai taxi all’Ici sulla Chiesa, dalla Rc auto ai farmaci, dai conti correnti alle barche. Ecco le novità introdotte dai 141 emendamenti approvati dal Senato.
Ici sulla Chiesa. Abrogazione delle norme che prevedono l’esenzione per gli immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva ma solo prevalente. Scuole esenti solo se non producono profitti.
Taxi. Decideranno i Comuni se fissare o no l’incremento delle licenze per i taxi. All’Autorità dei trasporti il compito di fornire un parere non vincolante che, però, potrà essere impugnato davanti al Tar se non rispettato.
Grandi eventi. Non sarà più la Protezione civile a gestire gli appalti per i grandi eventi.
Farmacie. Sono previste 5.000 nuove aperture. Il quorum per l’avvio viene spostato a 3.300 abitanti. Dal 2013, inoltre, potrebbero arrivare i farmaci mono-dose, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi.
Banche. Non potranno più porre clausole per l’apertura di linee di credito. Vietati anche gli incroci personali tra gruppi bancari che operano in concorrenza.
Mutui. Saranno portabili e rinegoziabili in tempi rapidi e senza addebiti per il cliente. Chi accenderà un mutuo in banca, inoltre, non sarà più obbligato ad aprire il conto corrente. L’istituto di credito dovrà anche proporre almeno due polizze di compagnie diverse, con la facoltà per il cliente di sottoscriverne una trovata invece sul libero mercato. Non servirà l’intervento del notaio per chiudere l’ipoteca.
Pensionati. Gratis il conto corrente per i pensionati con assegno fino a 1.500 euro.
Imprese giovani. Per i giovani che vorranno aprire una società semplificata il notaio sarà gratuito.
Notai. Aumenterà la pianta organica e dal 2015 sarà bandito un concorso annuale.
Class action. Maxi-multe contro le clausole vessatorie a danno dei consumatori.
Assicurazioni. I risarcimenti per furto e incendio da parte delle assicurazioni saranno più rapidi. L’aggiornamento dei premi assicurativi scatterà in automatico ogni anno. La tariffa per la Rc auto sarà uguale in tutta Italia per gli automobilisti virtuosi. Sconti alla Rc auto con l’installazione della scatola nera.
Trasporti. L’Autorità dei trasporti inizierà a operare entro il 31 maggio. Potrà erogare sanzioni amministrative in caso di inosservanza dei propri provvedimenti.
Eni-Snam. La separazione tra Eni e Snam dovrà essere portata a termine entro il settembre 2013.
Gas. I prezzi saranno fissati su parametri europei.
Sigarette. Si potranno comprare anche dai distributori di benzina, anche piccoli (500 metri quadri).
Nautica. La tassa sulle imbarcazioni non sarà più un’imposta sullo stazionamento, ma sul possesso.

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