LANCIANO- Prezzi del gasolio alle stelle e molti trasportatori sono sull’orlo del collasso e protestano anche in maniera violenta in Val di Sangro. Difatti è di nuovo tensione attorno alla Sevel di Atessa da parte di circa 20 padroncini, campani e laziali, che lavorano in sub appalto, a prezzi stracciati, per il trasporto dei furgoni Ducato. Da lunedì lo stabilimento del gruppo Fiat è cinto d’assedio dai manifestanti, provenienti da Cassino, Napoli, Frosinone, che cercano di bloccare l’uscita delle bisarca di altre ditte che trasportano il Ducato.
Gran lavoro anche da parte della polizia di Lanciano costantemente pronti a vigilare sulle proteste, che l’altro ieri ha avuto un pericoloso epilogo quando i tir usciti dalla Sevel sono stati seguiti e fatti oggetto di una fitta sassaiola. Numerosi i mezzi ammaccati. L’incredibile protesta è avvenuta nei pressi di Venafro, nel confinante Molise, dopo essere transitati per Pescocostanzo, allorquando da un cavalcavia numerosi padroncini hanno lanciato una fitta sassaiola all’indirizzo di ben 25 bisarca che stavano trasportando, con tanto di scorta da parte della polizia, i Ducati pronti a essere imbarcati al porto di Salerno. Sono stati momenti di tensione e altissima concitazione. Uno dei subappaltatori ha anche rimediato una denuncia per danneggiamento dopo aver tagliato a un mezzo pesante, in uscita dalla Sevel, le valvole dei pneumatici. Insomma la protesta assume un tono certamente incandescente. In materia di appalti per i trasporti alla Sevel, anche nel settore merci, mesi fa era stata registrata anche una massiccia protesta degli autotrasportatori della Val di Sangro.
L’ingresso sul territorio, anche nell’area industriale di San Salvo, di questa concorrenza è oggetto pure di una indagine della Polstrada frentana che sta verificando se i prezzi sui trasporti sono ben al di sotto del minimo stabilito dall’Autorità Garante. Si controlla anche eventuali altre illegalità col rischio di infiltrazioni criminose.
«Io voglio la Fiom in Sevel». È lo slogan, intanto, che campeggia sul volantino che la segreteria provinciale ha diffuso ieri nella fabbrica, in cui torna ad attaccare la Fiat. Si parte dalla cancellazione del contratto nazionale fino al fatto che la Fiom non ha più rappresentanza in fabbrica: una norma, si dice, «chiaramente antidemocratica e antisindacale». «Ai lavoratori - sottolinea la Fiom - la Fiat dovrebbe spiegare bene che nel 1° semestre 2012 il primo giorno di mutua non è retribuito, se si ammalano 2 volte per almeno 5 giorni a ridosso di ferie o riposi; da gennaio 2013 i primi 2 giorni non saranno retribuiti se si ammalano più del 4% ed in seguito il 3,5% dei dipendenti. Che i 600 euro del premio saranno erogati a luglio solo a chi avrà effettivamente lavorato almeno 870 ore da gennaio a giugno, quindi il numero massimo di assenze possibili (comprese le pause, la malattia, la legge 104, l’allattamento, la maternità, i permessi, gli infortuni) sono circa 9 giorni.