PESCARA - Con un nuovo affondo il consigliere regionale Giuseppe Tagliente rincara la dose contro l’amministrazione Chiodi: «Troppi ritardi e omissioni sulla tabella di marcia del programma elettorale». Ma non risparmia neanche il suo partito, il Pdl: «Non ha capito la lezione dei congressi, si attarda in rituali autoreferenziali e in esibizioni ginnico-muscolari che non interessano più la gente».
Nel Pdl la voce critica dell’ex presidente del Consiglio regionale è ormai un caso, il più clamoroso probabilmente della gestione post berlusconiana. «La sveglia è suonata ma non basta», è la sua ultima dichiarazione. Un riferimento esplicito alla richiesta di verifica di maggioranza avanzata solo pochi giorni fa a Gianni Chiodi e alla quale il governatore aveva dato una risposta lapidaria: «Il rimpasto in Giunta non è all’ordine del giorno».
Fatto sta che il caso continua a creare imbarazzi e a fare discutere all’interno del partito. L’ultima...tagliente stoccata sulle vicende congressuali non è piaciuta all’altro consigliere regionale Pdl Lorenzo Sospiri, che il suo congresso provinciale lo ha vinto a Pescara, nella città più grande d’Abruzzo, dopo un duro scontro con la mozione avversaria capeggiata da Nazario Pagano. Sospiri mette le mani avanti: «Ci sono problemi di rilancio del governo regionale che non nascondo, ma seimila persone che vengono a votare in due pomeriggi, a Pescara e a Montesilvano, sono un grande bagno di democrazia e non andrebbero derubricati come un esercizio muscolare».
Detto questo Sospiri, appena riconfermato nella carica di coordinatore provinciale del partito, non nega che ad attendere un colpo d’ala della maggioranza Chiodi non c’è solo il collega Tagliente: «Mi sembra che in questi due anni si sia puntato su due questioni fondamentali, il risanamento dei conti e la ricostruzione dell’Aquila. Il primo obiettivo è stato centrato, sul secondo siamo sulla buona strada. Ora concentriamoci su sviluppo e crescita. Un’occasione è la legge sul Patto per lo sviluppo che pianifica gli interventi da attuare con le risorse dei Fas».
Tagliente però non si arrende e prosegue la sua crociata, dando l’impressione di trovare più sponde all’esterno che all’interno del Pdl: «Non mi pare di avere detto nulla di trascendentale o di particolarmente originale rispetto a quanto si afferma da tempo negli ambienti politici e imprenditoriali». L’altra accusa è sul metodo, più che nel merito. Tagliente accusa infatti il governo Chiodi di non essere certo improntato alla partecipazione e al confronto con le parti sociali. Ora, dopo avere creato i primi cerchi nello stagno, il novello Don Chisciotte del Pdl tenta di scuotere i suoi: «Il torpore non giova, alimenta la rassegnazione, spegne le passioni, crea malumore, distoglie dagli obiettivi individuali, impedisce di cogliere le novità e le emergenze». E per lui non è solo storia di oggi: «Il governo regionale, ancor prima che mutasse la situazione politica ed economica nazionale, era in affanno per mancanza di vitalità, dialettica interna, capacità di confronto tra le componenti istituzionali».
Mal di pancia che sembrano arrivare dal passato, ai quali si aggiunge la replica risentita del coordinatore regionale del partito, Filippo Piccone: «Se Tagliente crede che la partecipazione ai congressi sia una mera esibizione di muscoli e non un esercizio di democrazia, ha una concezione della politica piuttosto lontana dalla mia. Quanto al sostegno al governo regionale, non è solo opportuno, ma doveroso per il nostro partito. Condividiamo gran parte della linea politica di Chiodi e lo invitiamo ad andare sino in fondo nel suo programma. A Tagliente chiediamo invece di discutere le questioni di partito nelle sedi appropriate e non sui giornali: un’occasione è l’incontro con il gruppo di maggioranza che si terrà lunedì».