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Pescara, 21/06/2026
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Data: 03/03/2012
Testata giornalistica: Corriere adriatico
Conerobus, buco di 500 mila euro. Simonetti lascia l'azienda con una perdita consistente.

Si aggira intorno a 500 mila euro la perdita di bilancio della Conerobus. Il giorno dopo le dimissioni del presidente Sandro Simonetti gli interrogativi si rincorrono per individuare quale sia la situazione patrimoniale dell'azienda del trasporto pubblico locale e quale sia l'entità del rosso nei conti, tale da impedire la partecipazione alla gara per l'assegnazione del servizio nel 2013. Così come lo stesso Simonetti ha ricordato motivando la scelta di lasciare l'incarico. Le criticità dell'azienda riguardano soprattutto il trasporto extraurbano, dove hanno un peso le frizioni con il sindacato, e poi c'è il costo del gasolio. Un tassello che rende l'idea dell'aggravio sulle casse aziendali, se si pensa che le spese per il gasolio siano state, verosimilmente, di circa 600 mila euro nel 2011. Se quindi nell'anno corrente si prospetta per tutti e 12 i mesi il rincaro del 20%, allora si raggiungerebbero gli 800 mila euro. E poi va annoverato l'aumento delle assicurazioni. Insomma, tutti fattori che hanno determinato una fragilità dell'azienda che ora spera nell'intervento della Regione per sanare la situazione e rivedere la politica dei corrispettivi, poiché ad oggi la più penalizzata sarebbe la provincia di Ancona. E considerato che il settore più problematico è quello dell'extraurbano, in caso i problemi di bilancio persistessero, l'azienda potrebbe fare una riflessione pure su una gestione differente, ad esempio riducendo il servizio. Per il momento sono indiscrezioni, come quelle che prevedono la rinuncia della Conerobus al settore. Che necessiterebbe comunque di una riorganizzazione. Nonostante però il nutrito elenco di criticità relative all'azienda, chi è stato alla guida della partecipata del Comune non nasconde perplessità. "Ancora non si conoscono i contenuti del bando del prossimo anno e quando è stata fatta l'ultima gara la Conerobus aveva lo stesso difficoltà", ricorda Andrea Biekar, assessore all'aziende che ha guidato la Spa. A precederlo è stato Marcello Pesaresi che lascia le sue perplessità tra le pagine di facebook. "Ciò che stride nelle dimissioni del presidente Conerobus, Simonetti, non è il gesto, ma le motivazioni - scrive - . La Conerobus è una società per azioni e, perciò stesso, soggetta al codice civile. I suoi amministratori sono (o dovrebbero essere) manager, che rispondono ai soci (il Comune, la Provincia, e altri 29 Comuni tra cui Osimo, Castelfidardo, Loreto)". Quindi, chiarisce Pesaresi, "il presidente non è "nominato" dal sindaco, ma eletto dall' assemblea dei soci e ad essa - e solo ad essa - risponde". Il passo alle conclusioni diventa breve, "aver mescolato i problemi aziendali con la crisi politica del Comune di Ancona è un atto non solo improprio, ma fa a cazzotti con le norme del codice e mette in capo al presidente (ex) e, se del caso, al consiglio d'amministrazione e al collegio dei sindaci, possibili pesanti responsabilità. Il fatto che Bugaro (Pdl) e Favia ed Eusebi (Idv) abbiano applaudito è assai grave e prova di collusione politica". Dal canto suo Simonetti - che sabato terrà una conferenza stampa - ha ricordato ieri che la Conerobus "è la più grande azienda di tutta la regione e presenta forti elementi di criticità dovuti a problematiche esterne alla stessa che nell'ultimo periodo hanno condizionato pesantemente la situazione del bilancio aziendale. Tali criticità, stante la gravissima crisi nazionale nel settore, possono essere rimosse soltanto da interventi urgenti e mirati dalle Istituzioni preposte, interventi che ad oggi continuano a non realizzarsi".

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