ROMA La Tav si fa, il governo va avanti e al contempo è determinato a stroncare «ogni forma di violenza». Parole di Mario Monti dopo tre ore circa di vertice a palazzo Chigi. Il premier è rientrato di gran carriera da Bruxelles proprio per presiedere la riunione che doveva dare una parola definitiva alla vicenda dell’alta velocità, con proteste, scontri e battaglie politiche annesse. «Il governo conferma l’impegno per la realizzazione dell’opera, non saranno consentite illegalità e sarà contrastata ogni forma di violenza», le parole di Monti ai giornalisti al termine del summit con i ministri interessati (Cancellieri, Passera, Clini, Severino, Catricalà, il commissario Virano). Il premier ha ricordato che i momenti di ascolto con sindaci e popolazioni ci sono stati, l’opera ha anche subito variazioni in corso d’opera, ma adesso è il momento di procedere anche perché «si tratta di un progetto europeo dal quale verranno tanti benefici economici».
In precedenza erano stati altri esponenti del governo a esprimere una linea all’insegna della fermezza contro i violenti e favorevole alla tav. «E’ ovvio il governo andrà avanti», aveva annunciato Mario Virano che è il commissario governativo per l’alta velocità, che aveva anche anticipato la posizione ferma di palazzo Chigi, spiegando senza giri di parole che «il rischio salute non esiste». Una parola che voleva e doveva apparire definitiva è venuta da Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno, secondo il quale «siamo ormai al punto di non ritorno, margini non ce ne sono». Il responsabile del Viminale poneva in sostanza una vera e propria questione democratica, di decisioni prese e di impegni sottoscritti, spiegando che «l’opera è di valore fondamentale per il Paese e non solo per il Piemonte e fa parte di impegni presi con l’Europa, non ci sono spazi». Cancellieri poneva infine la questione dei violenti e della violenza. Potrebbero tornare gli anni di piombo?, è stata la domanda, alla quale il responsabile del Viminale ha risposto così: «E’ una preoccupazione che si paventa, ma al momento non abbiamo motivo di credere». Quanto al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, anche lui ha posto una questione di rispetto delle procedure democratiche: «A un certo punto bisogna prendere una decisione. Il governo è stato chiaro, sì al rigore nel rispetto delle norme ambientali, ma bisogna anche fare le infrastrutture che servono. Non possiamo rimanere in questa procedura infinita in cui le cose non si chiudono mai». Per Andrea Riccardi, ministro della cooperazione e dell’integrazione, «bisogna dialogare ma bisogna essere fermi contro ogni violenza, comportamenti violenti al di fuori della legge non si possono accettare. Bisogna anche riflettere su un eccessivo antagonismo, perché il Paese sta passando un momento molto difficile e dobbiamo essere tutti responsabili».