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Pescara, 21/06/2026
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Data: 03/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Città chiusa al traffico per lo smog. Il Comune pensa a una misura drastica per ridurre le micropolveri. Studio sui parcheggi mancano 2.800 posti a Pescara

PESCARA. Una chiusura totale al traffico della città per ridurre i livelli di smog. È questa l’idea alla quale sta pensando l’amministrazione comunale per risolvere il problema, dopo gli allarmanti dati dell’Arta sul livello delle polveri a Pescara e la conseguente polemica del Wwf che minaccia un esposto alla Procura della Repubblica nel caso in cui verranno superati i 35 giorni all’anno sopra la soglia di guardia consentita dalla legge.
Se si considera che in viale Bovio, nei primi due mesi dell’anno, sono stati già 26 i giorni sopra al limite per il Pm 10, appare evidente che la qualità dell’aria non sia proprio eccelsa. Tanto per fare un confronto e capire le proporzioni, c’è l’esempio di Milano, che nello stesso arco temporale ha sforato il limite già 35 volte, nove più di Pescara. Ma se la città adriatica ospita circa 130 mila residenti, il capoluogo meneghino ha un milione e 300 mila abitanti, dieci volte più della nostra città.
«Una misura», spiega Berardino Fiorilli, assessore alla Mobilità, «che evidentemente dovremo comunicare in via preventiva ai Comuni vicini, viste le inevitabili ripercussioni, oltre che alle categorie economiche del territorio. Ma è evidente che da un’associazione come il Wwf ci attenderemmo proposte anziché minacce di denunce di cui ovviamente prendiamo atto, così come ne dovranno prendere atto le organizzazioni di categoria e i cittadini tutti».
Fiorilli poi spiega le attività già messe in campo: «Da mesi continuiamo a monitorare la situazione dei livelli delle polveri e di certo non stavamo aspettando i proclami allarmistici del Wwf. E i dati forniti dalle centraline dall’Arta posizionate in città, ci dicono che si sta confermando il trend annuale, ossia superamenti dei livelli limite nei giorni più freddi, quando evidentemente aumenta il numero degli utenti che si sposta con auto private e soprattutto quando gli impianti di riscaldamento restano accesi per un numero maggiore di ore ogni giorno. Abbiamo attivato lo studio di tutte le misure utili a fronteggiare tale situazione: la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di massa veloce, quale la filovia che, forse dimentica il Wwf, nel 2009 abbiamo trovato chiuso in un cassetto a doppia mandata, dimenticato da chi quel sistema non lo ha voluto realizzare per sei anni, pur conoscendone gli obiettivi e l’utilità, ossia quello di disincentivare l’uso del mezzo privato da parte delle migliaia di automobilisti che ogni giorno entrano a Pescara da nord e che tra qualche mese potranno invece lasciare l’auto in un parcheggio di scambio a Montesilvano per raggiungere il capoluogo adriatico in appena dieci minuti con il filobus. Ma non basta: la nostra è stata la prima amministrazione comunale a lanciare concretamente il progetto del car pooling tra i propri 900 dipendenti comunali».
Secondo Antonio Sangiuliano, direttore di Legambiente, le domeniche ecologiche o la chiusura totale al traffico della città sono situazioni tampone, palliativi che non risolvono il problema: «Rispetto allo scorso anno ci sono sette, otto giorni in meno di inquinamento perché con le abbondanti nevicate è diminuito il traffico veicolare e questo deve spingere ad adottare politiche serie per risolvere il problema delle micropolveri».
Tra le azioni, secondo Sangiuliano, al primo posto la necessità di redigere un piano della mobilità integrato, che favorisca l’uso dei mezzi pubblici, poi il bike e il car sharing, rafforzare le isole pedonali e le piste ciclabili e regolamentare e rispettare le corsie degli autobus.
Contrario all’esposto annunciato dal Wwf è Daniele Becci, presidente della Camera di Commercio: «Sono contrario alla strada che porta alla Procura, sono per il confronto e per il dialogo sempre, è una questione di metodologia e mentalità. Sono abituato a risolverli i problemi, non a fare esposti».

Il documento è stato realizzato dalla Sisplan di Bologna ed è costato al Comune oltre 50mila euro

PESCARA. A Pescara mancano 2.800 parcheggi, di cui 300 solo nella zona del centro. Per migliorare la sosta, sono necessari una differenziazione delle tariffe, con la riduzione del costo dei ticket nelle ore di minore afflusso e l’utilizzo degli ausiliari del traffico per contrastare il fenomeno delle auto lasciate in doppia fila o in punti vietati.
Sono le conclusioni a cui giunge il nuovo Piano della sosta, un corposo documento di centinaia di pagine che dovrà essere utilizzato dall’amministrazione comunale per riorganizzare i parcheggi in tutta la città.
Lo studio, costato oltre 50mila euro, è stato realizzato dalla società Sisplan, di Bologna. I risultati sono stati illustrati ieri dall’assessore al traffico Berardino Fiorilli, dal dirigente alla mobilità Fabrizio Trisi e dall’ingegnere della Sisplan Antonio Dell’Erba. «Il documento», ha rivelato Fiorilli, «avrà alcuni passaggi politici, poi sarà approvato dalla giunta. Non è necessario il parere del consiglio».
La sperimentazione delle misure contenute nel Piano è già cominciata da giovedì scorso. In particolare, nel quadrilatero compreso tra via De Amicis, riviera nord, via Ravenna e corso Vittorio Emanuele, dove è scattata la disciplina della nuova sosta nelle Ztl.
«Disciplina che da un lato mira a fornire ai residenti maggiori possibilità di parcheggiare l’auto gratuitamente», ha fatto presente l’assessore, «ma al tempo stesso offre anche ai non residenti la possibilità concreta di parcheggiare gratis per almeno un’ora con disco orario. Tale sistema favorisce un reale turn over tra gli utenti del centro, a vantaggio delle attività commerciali». Queste nuove regole, ha confermato Fiorilli, saranno pienamente operative dal prossimo 19 marzo con sanzioni per i trasgressori.
«Il Piano della sosta», ha continuato l’assessore, «ci dice che il primo problema della nostra città è la sosta selvaggia. Nelle ore di punta, le auto rilevate in divieto di sosta rappresentano il 10 per cento del totale, mentre sulle direttrici principali la percentuale arriva al 18 per cento». La Sisplan ha rilevato nelle ore di punta circa 2.800 auto in divieto di sosta, di cui 2.200 in doppia fila. Analizzando alcune strade, si scopre che in corso Vittorio le auto in divieto erano 1.140, di cui 842 in doppia fila. «Le auto in sosta selvaggia su un asse principale», ha precisato Dell’Erba, «rappresentano un doppio problema, perché interferiscono con il transito dei mezzi pubblici. Il Piano suggerisce l’impiego di ausiliari del traffico con il potere di comminare sanzioni».
E’ stata anche ipotizzata la possibilità di realizzare a Pescara la cessione del diritto di superficie degli stalli di sosta pertinenziale ai residenti, come hanno già fatto Firenze e Teramo. «Infine», ha concluso l’assessore, «è stato analizzato il piano di fattibilità dei parcheggi sotterranei in piazza Primo maggio e alla Madonnina, previsti nel programma dell’amministrazione, con la tempistica e l’ipotetico prezzo di vendita di box e garage».

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