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Pescara, 21/06/2026
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Data: 03/03/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Amt, 3 milioni da Tursi per salvare il bilancio Ma il 2012 fa sempre più paura: rischio tagli per un milione di chilometri

Evitato il peggio per il 2011, ma le previsioni restano pessime nonostante l'azienda unica

MENTRE i sindacati scioperano per chiedere certezze sul futuro dei trasporti pubblici locali, il Comune tira fuori altri tre milioni di euro per l'Amt, che riuscirà così a chiudere il bilancio 2011 in sostanziale pareggio. Lo stanziamento è arrivato con una delibera proposta ieri mattina in giunta dal vicesindaco Paolo Pissarello e dall'assessore al Bilancio Franco Miceli e rappresenta una boccata d'ossigeno importante per la società che rischiava di chiudere con un pesante passivo. «Il Comune ha coperto risorse che erano venute meno da parte della Regione spiega Miceli - in modo da evitare la chiusura del bilancio in passivo». «I conti del secondo semestre sono stati migliori rispetto a quelli del primo - aggiunge il vicesindaco Pissarello - vogliamo permettere alla società di partire col piede giusto rispetto al processo di unificazione che sta prendendo corpo, anche se gli elementi di incertezza sono ancora molto numerosi». Da un lato, c'è la questione della legge regionale, che l'assessore ai Trasporti Enrico Vesco ha promesso di presentare in giunta al più presto, ma che è tutt'ora al centro di riunioni tecniche con i sindacati, dall'altro resta l'incertezza sui trasferimenti dei fondi nazionali. Nelle more la Regione ha dato indicazione di procedere almeno per il primo trimestre come l'anno scorso, ma nessuno sa cosa avverrà dopo. Peraltro, se i conti 2011 in qualche modo andranno a posto, molto più a rischio appaiono quelli del 2012 e nelle aziende si iniziano già a tracciare le prime stime di quello che potrebbe succedere, con e senza azienda unica regionale. L'Atp ha già annunciato che potrebbe arrivare un taglio di 900.000 chilometri di servizio per mantenere in piedi la situazione attuale, mentre all'Amt si ragiona che in caso di unificazione si potrebbe ridurre il servizio di 500.000 chilometri, andando ad agire sulle sovrapposizioni di linee tra le due società, ma circolano anche voci più preoccupanti, che parlano di un taglio di un milione di chilometri per riuscire a fare quadrare i conti. E comunque c'è anche chi ragiona che allo stato attuale l'unificazione di tutte e cinque le aziende liguri comporterebbe la realizzazione di una società che avrebbe bisogno di almeno 37 milioni di euro per riuscire a stare in piedi. Nel frattempo una boccata di ossigeno potrebbe arrivare anche dall'aumento della velocità media registrato a Genova negli ultimi mesi, ma è tutto da vedere se il dato verrà confermatoa meno. Nel frattempo i sindacati lamentano la mancanza di attenzione della politica nazionale al tema del trasporto pubblico locale e ieri lo sciopero proclamato da Filt, Fit, Uiltrasporti e Faisa ha raccolto a Genova ben il 99% delle adesioni.

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