Il presidente dell’Upa sollecita un intervento del governo: penalizzato il turismo regionale. Lupo (Cna): sinergia adriatica per i convogli notturni
CHIETI. «Le fermate soppresse da Trenitalia lungo la fascia costiera e in Abruzzo in particolare, vanno ripristinate. La nostra regione paga un prezzo troppo alto alla velocizzazione dei treni a lunga percorrenza facendo registrare il maggior numero di fermate soppresse». Lo afferma il presidente dell’Upa (Unione delle province abruzzesi) e presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.
«Purtroppo al problema delle soppressione delle fermate si aggiunge quello della qualità dei convogli», prosegue Di Giuseppantonio, «che complessivamente finisce con il rendere un servizio non adeguato a ci che l’utenza paga. Mi rivolgerò al ministro Corrado Passera soprattutto per sottolineare che in Abruzzo oltre alle giuste ragioni del pendolarismo esistono quelle del turismo e che di questo passo, tra fermate soppresse e qualità del servizio che non soddisfa, l’Abruzzo rischia di essere escluso dal circuito del turismo, specie giovanile, che ancora sceglie i treni per i propri spostamenti».
«In un momento storico», conclude il presidente dell’Upa, «in cui ai cittadini vengono chiesti sacrifici quasi ogni giorno, Trenitalia che dallo Stato riceve sovvenzioni ha il dovere di garantire servizi adeguati, di buon livello qualitativo e che tengano conto delle reali esigenze di mobilità dei cittadini e dei territori in cui vivono».
Ma, in Abruzzo, c’è anche chi vede il bicchiere mezzo pieno in materia di trasporto ferroviario. E’ il caso di Itali Lupo. «Un buon risultato che torna a tutto vantaggio dei cittadini abruzzesi, ed è frutto del lavoro tenace dell’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra. Ma che va ascritto anche alla ritrovata sinergia delle regioni adriatiche», è il commento del presidente regionale della Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato, circa l’annunciato ripristino delle fermate notturne, per alcuni treni a lunga percorrenza, nelle stazioni abruzzesi e delle altre regioni: tappe che erano state tagliate fuori dai piani di Trenitalia.
«Finalmente», conclude Italo Lupo, «hanno prevalso una logica e una strategia comuni. A partire da un problema concreto e sentito, la macro-regione che si va delineando tra Adriatico e Jonio comincia ad avere una voce unica e obiettivi comuni, a tutto vantaggio dei territori, delle imprese e dei cittadini».