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Pescara, 21/06/2026
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Data: 04/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bossi: sul voto Silvio come Mussolini pronti a portare migliaia di persone a Roma

ROMA - «Quel ragionamento lì prima di lui lo aveva fatto Mussolini, di fare l'accordo fra le forze maggiori e cancellare le forze minori: però sono cose che non portano da nessuna parte». Così il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, ha replicato a Silvio Berlusconi, che ha detto che gli italiani votano male e disperdono i voti in partiti come appunto il Carroccio. Berlusconi, secondo il Senatùr, è diventato il sostenitore più convinto del governo di Mario Monti «perchè è stato assolto in tribunale: prima era un delinquente e poi improvvisamente è stato assolto...». A chi gli ha chiesto se dunque l'ex alleato sostenga Monti per interesse personale, Bossi ha replicato senza incertezze: «Quello è poco ma sicuro».
Con questi toni duri, la Lega ha aperto ieri a Monza la propria campagna elettorale per le elezioni amministrative del 6 maggio. Nel mirino dei lumbard l’ex alleato, certo, ma soprattutto il governo dei tecnici.
«Se il premier Monti non darà ascolto a quanto chiesto dalla Lega con leggi di iniziativa popolare, come quella sulle pensioni», minaccia dal palco Bossi, «porteremo giù centinaia di migliaia di persone a Roma e facciamo saltare il suo scranno. Davanti alle leggi inique - ha aggiunto Bossi - come quella sulle pensioni noi interveniamo, usando la piazza come forza». Più che con Berlusconi, ha tenuto infatti a sottolineare, «ce l'ho con Monti, un gran traditore del nord». «In questo momento ce l'abbiamo con tutti e due, perchè uno è l'assassino e l'altro il palo, il complice», rinfocola Roberto Calderoli, tornando anche sul tema della lotta all’evasione fiscale dell’esecutivo. «Quando si paga il 50% in tasse e si lavora il 50% dell'anno per pagarle, forse l'evasione non è più evasione ma legittima difesa», tuona l'ex ministro leghista. E sempre a proposito delle iniziative del governo, Calderoli si è detto convinto che alla fine «le commissioni bancarie che noi abbiamo già abolito due o tre volte e poi sono state aggirate dalla banche, verranno salvate ancora una volta dal governo Monti in Parlamento».
Replica ad entrambi l’azzurro Sandro Bondi. «Vorrei dire agli amici della Lega, con i quali fino a pochi mesi fa abbiamo lavorato con spirito di collaborazione e amicizia, che non risponderemo a toni polemici che sono lontani dai bisogni e dagli interessi veri degli italiani. La politica deve cambiare, e deve cambiare anche nel modo di parlare. La polemica fine a sé stessa e imparentata alla propaganda di partito - aggiunge - non interessa pi— gli italiani, che al contrario sono interessati a conoscere le proposte del governo e delle singole forze politiche, se ne hanno».

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