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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Riparte la protesta anti Filò: centrale elettrica nel mirino. Dubbi del comitato Strada parco sull’impatto ambientale dell’opera

Cartelli e striscioni nel cantiere di via Ruggero settimo

Cosa fanno qui? La domanda che campeggia sullo striscione principale in realtà è retorica: il cantiere è quello della sottostazione elettrica destinata ad alimentare la linea aerea di Filò. Lo sanno tutti anche perché il cammino in consiglio comunale è stato piuttosto lungo e contrastato, lo sanno soprattutto quelli del comitato Strada parco che si battono da sempre contro la trasformazione dell’ex tracciato ferroviario in una filovia. Però, il recinto che da qualche giorno ha cancellato la piccola area verde all’incrocio tra via Ruggero settimo e la strada parco, non ha alcuna indicazione sulla natura dei lavori. Che invece sono cominciati regolarmente, come dimostra un vasto sbancamento di terreno e la posa in opera di una massicciata, preannuncio di imminenti colate di cemento.
E’ un altro velo che cade dal progetto della filovia, dopo la fitta palificazione della strada per la preparazione della linea elettrica. La risposta dei No filobus non si è fatta attendere, sull’onda anche della mobilitazione di Val Susa contro la costruzione della galleria dell’alta velocità ferroviaria. Con un blitz, sabato il cantiere è stato trasformato in una grande lavagna del dissenso. C’è il cartello che chiede lumi sulla natura e l’impatto dei lavori; c’è quello che prevede per Filò la stessa sorte dei calice di Toyo Ito, come dire tanto rumore per nulla, se non saranno i costi di esercizio e manutenzione, che si prevedono altissimi, sarà il cedimento della strada parco sotto il peso del massiccio filobus ibrido a decretare vita breve dell’opera. Sono dati e proiezioni sui quali ci si scontra da tempo.
C’è, infine, un cartello illustrato con le foto del debutto di Filò, una lunga passerella conclusasi in piazza Salotto dove nei mesi scorsi il mezzo della Balfour Beatty ha fatto bella mostra di sé per un intero week end. La domanda che pongono i No filobus è semplice: se questo gigantesco bus è riuscito ad arrivare nel cuore di Pescara senza bisogno di corrente elettrica che bisogno c’era di trasformare la strada parco in una giungla di pali e cavi aerei? Su tutto aleggiano le incognite dell’impatto ambientale. La sottostazione elettrica è come un grande trasformatore nel quale entrerà la corrente ad alta tensione che sarà ridotta alla potenza necessaria per alimentare il filobus, un mezzo ibrido spinto dall’elettricità in presenza della linea di alimentazione e da accumulatori alimentati da motori diesel in tutti gli altri tratti del percorso. Dicono quelli dell’associazione Strada parco che su questo aspetto del progetto le informazioni sono carenti, mentre sulla presenza di una stazione elettrica a breve distanza dalle case di via Ruggero settimo di domande da porsi ce ne sarebbero. La prima riguarda la necessità della valutazione di impatto ambientale, esclusa tra cento polemiche dal progetto complessivo del filobus, ma ora invocata a gran voce almeno per la centrale elettrica collocata in una zona densamente abitata.

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