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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Wwf: contro lo smog più piste ciclabili. Le proposte dell’associazione. Foschi (Pdl): andiamo avanti con la filovia

De Sanctis: «Perché nel restyling di via Tiburtina non ci sono spazi per le biciclette?»

PESCARA. «Per risolvere il problema dello smog servono opere infrastrutturali come la filovia e le piste ciclabili, non palliativi». A parlare è Armando Foschi, vicecapogruppo Pdl in Comune che, di fronte ai dati dell’Arta sempre più allarmanti sullo smog in città, contesta l’operato della precedente amministrazione. «Il centrosinistra ha perso sei anni preziosi», dice rivolgendosi ad Antonio Blasioli, consigliere Pd e ex assessore al Traffico, «ora serve l’ampliamento delle strade-isole pedonali in pieno centro, e la considerazione di Blasioli circa la loro inutilità la dice lunga sulla sua assenza di conoscenza della materia. E poi servono le piste ciclabili che stiamo realizzando, ma è evidente che non possiamo obbligare la gente ad andare in bicicletta, a differenza di come la pensano le associazioni ambientaliste».
Il Wwf in realtà, ha sempre parlato di buona volontà e presa di coscienza da parte degli amministratori locali nei confronti dei cittadini. «Non ci si può aspettare che la cittadinanza da sola si organizzi», spiega Augusto De Sanctis, «bisogna prendere provvedimenti, anche radicali, ma organizzati in modo che i cittadini siano contenti del risultato finale». Su questo punto, proprio il Wwf ha contestato l’assenza della pista ciclabile nel restyling appena avvenuto su via Tiburtina, così come fece con l’amministrazione di centrosinistra quando riqualificò via Fabrizi. «La pista ciclabile dovrebbe riguardare l’intera città», continua De Sanctis, «ma gli esempi di scorretta applicazione ci sono, e sono trasversali ai colori politici delle amministrazioni».
Intanto, nonostante la questione della cattiva qualità dell’aria sia annosa per Pescara e Spoltore, proprio grazie all’intervento delle associazioni ambientaliste, e nel caso specifico del Wwf, da qualche giorno se ne parla di nuovo. Ad accendere la discussione, non sono stati tanto i risultati delle centraline dell’Arta, che nei primi due mesi del 2012 hanno rilevato 26 superamenti del limite di polveri sottili su viale Bovio e 32 a Santa Teresa di Spoltore, quanto l’annuncio, che lo stesso Wwf ha fatto, di un esposto in Procura al raggiungimento del limite di legge di 35 superamenti l’anno.
Nessuno infatti, né l’assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli né il sindaco Luigi Albore Mascia, né tantomeno Foschi, sono mai intervenuti nel dibattito sulla cattiva qualità dell’aria che si è acceso ormai da qualche mese a causa della realizzazione della nuova centrale a biomasse Fater, che emetterà nell’aria tonnellate di polveri da combustione. «L’aria di Pescara tanto fa già schifo», aveva detto a tal proposito Adelina Stella, funzionario Asl. E poi, «oggi questa centrale non verrebbe autorizzata», aveva affermato Iris Flacco dirigente regionale del servizio Energia e ambiente. E ancora, «non ho autorizzato una centrale a biomasse molto più piccola perché Pescara è zona rossa», aveva spiegato Antonello Colantoni, responsabile del servizio provinciale Tutela dell’ambiente. Ma da sindaco e assessore nemmeno una parola, fino all’annuncio del Wwf. Così pure come sono rimasti silenziosi gli amministratori di Spoltore, probabilmente più presi dalla campagna elettorale.
Intanto, come chiesto dall’assessore Fiorilli, il Wwf espone una serie di proposte utili al miglioramento della situazione. Oltre alle piste ciclabili, corsie protette per gli autobus, revisione delle autorizzazioni di emissioni industriali e, nel caso di zone “rosse”, negazione di nuove autorizzazioni. E poi ancora, abbassamento della temperatura dei riscaldamenti di strutture pubbliche e abitazioni, attenzione alla piantumazione di alberi in città e nelle aree verdi, una linea di trasporto pubblico veloce tra Silvi e Francavilla, e il potenziamento del trasporto pubblico per i lunghi tratti all’interno dell’area metropolitana. Non ultime, la realizzazione di parcheggi di scambio e di iniziative come il car e bike sharing. «Ma non sono idee del Wwf», conclude De Sanctis, «è quello che si sta facendo in tutta Europa».

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