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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi «Sono sotto attacco di potenti lobby» Il Governatore annuncia querele sulla vicenda del socio di studio

È proprio dal foyer del Parco della Scienza, nel suo bagno di folla teramana fatta di amici che gli chiedono anche la sua mail personale per bypassare la muraglia burocratica, che il governatore Gianni Chiodi decide di replicare a quello che lui definisce «un volgare e cattivo attacco» portato al suo socio di studio, Carmine Tancredi. Sotto una mezza canicola fuori stagione, all’ombra del primo Congresso del Pdl teramano, affila le armi e annuncia sviluppi importanti sul caso: «Tutte le mie risposte alle domande tendenziose fattemi in questi giorni saranno accluse nell’atto di querela» fa sapere tra una stretta di mano ed una pacca sulle spalle. Dice di vedere il suo socio un paio di volte alla settimana, in pratica quando scende di casa per prendere l’auto: Tancredi gli chiede come vanno le cose, lui sbrigativamente gli narra qualche antefatto politico, tutto qui, questo afferma il governatore. Che poi riprende: «L’attacco alla sua persona è ovviamente rivolto a me, perché qualcuno spera che qualche schizzo di fango alla fine mi raggiunga».
Nel gemellaggio con l’isola di Cipro, e segnatamente con Strovolos, tra l’altro concepito durante i suoi anni nel Municipio di Piazza Orsini, quand’era sindaco, Chiodi ribadisce che «l’isola ormai non è più un paradiso fiscale dal 2009, fa parte dell’Europa ed ha la moneta unica». Si scaglia contro l’Idv e il suo modo «invidioso e arrabbiato» di far politica, che denigra l’avversario. Ma soprattutto rileva come lui nel «salvataggio dell’Abruzzo» abbia generato il malcontento di qualcuno: «Le corporazioni sono difatti scontente- rimarca con enfasi- perché nel 2007 la nostra regione era pressoché fallita, non riusciva più a pagare i fornitori, ma salvarla evidentemente non ha generato consensi, oltretutto senza più ricorrere come si faceva un tempo alla leva dell’indebitamento pubblico per soddisfare gli appetiti delle corporazioni».
Ma proprio quello che non gli va giù, dice, «è la strumentalizzazione dei fatti che viene portata con atti intimidatori da parte di lobby potentissime di una certa stampa e di una televisione che fanno riferimento a proprietà che hanno forti interessi economici: io per loro non devo essere così apprezzato». Tanto che lo stesso senatore Paolo Tancredi, nel suo discordo congressuale, se la prende con un quotidiano locale riservandogli parole di fuoco. I pullman della Val Vibrata prendono posto nello spiazzo antistante del cento congressi: Chiodi si sente sempre più a casa: «Ho portato il pareggio in sanità riducendo la spesa pubblica, con la responsabilità di chi veramente pensa al futuro dei nostri figli».

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