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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
E Chiodi tace sui quesiti dell’opposizione. La decisione del governatore divide anche il suo partito (Le dieci domande a Chiodi)

PESCARA. Se il segetario del Pd Silvio Paolucci risponde a stretto giro alle domande dell’assessore Pdl Gianfranco Giuliante, lo stesso non si può dire del governatore Gianni Chiodi che tace ancora sulle domande che gli ha rivolto il consigliere dell’Italia dei Valori Cesare D’Alessandro sul crac Di Pietro e i rapporti con lo studio Chiodi-Tancredi; e a quelle che il Pd ha rilanciato su temi come: gestione sanità e ricostruzione, promozioni politiche nelle Asl, superconsulenze negli enti locali targati Pdl.
E ultimo in ordine di tempo l’inchiesta sullo smaltimento delle macerie del terremoto che coinvolge il Comune di Magliano dei Marsi di cui è vicesindaco Antonio Morgante (che però non è indagato), il capo della segreteria del commissario delegato per la ricostruzione, cioè di Chiodi. «Non entriamo nel merito dell’indagine che la magistratura ha il diritto di condurre in piena serenità», ha detto Paolucci, «ma c’è evidentemente un corto circuito di poteri attorno alla ricostruzione. Chiodi continua a respingere ogni regola di trasparenza e sono i cittadini abruzzesi a pagare caro il prezzo di questa diffidenza del presidente-commissario verso le regole democratiche».
Trasparenza non viene chiesta solo dai partiti d’opposizione ma anche dalle imprese e da alcune associazioni datoriali. E da personalità dello stesso partito di Chiodi, primo fra tutti il coordinatore regionale Filippo Piccone.
L’argomento sarà probabilmente oggetto di riflessione nel corso del vertice della maggioranza che si terrà oggi nella sede del Consiglio regionale di Pescara all’indomani dei congressi provinciali del partito (ieri ha votato Teramo). In agenda anche il programma di governo. Molti nel Pdl chiedono a Chiodi di accelerare la fase due del suo programma, dopo la stagione dei sacrifici che ha riportato in pareggio i conti della sanità. In prima linea a chiedere di cambiare passo c’è Giuseppe Tagliente, consigiere ed ex presidente dell’assemblea.

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