CHIETI. «Rischiamo di perdere il lavoro per colpa di altri che non fanno il proprio dovere. Eppure basterebbero pochi interventi e un azione di controllo più efficace». Domenico Di Fabrizio, Fit Cisl La Panoramica, si fa portavoce dell’esasperazione degli autisti delle linee urbane, costretti giornalmente ad uno slalom tra auto in sosta selvaggia e pedoni indisciplinati. «Ci hanno fatto tante promesse», continua, «ma dopo mesi è ancora tutto fermo».
Il problema è più evidente a piazzale Marconi, di fronte alla stazione, brulicante a tutte le ore di macchine in divieto, pullman, pendolari in attesa dei mezzi.
Per qualche settimana la situazione era migliorata, grazie al parcheggio gratuito nel piazzale dell ex scalo merci, dove però l’illuminazione nelle ore notturne non funziona.
Ma secondo Di Fabrizio «i vigili urbani non controllano più» e gli automobilisti ne approfittano.
Solo pochi giorni fa un autobus della Panoramica è rimasto letteralmente incastrato tra un pullman fermo e un utilitaria in sosta vietata.
«Scene», commenta il sindacalista, «che si ripetono ogni giorno». E non solo allo Scalo.
«Via Gran Sasso, largo Cavallerizza, via Silvino Olivieri, via Arniense, via della Liberazione: dappertutto troviamo macchine parcheggiate dove non dovrebbero stare. Spesso», racconta Di Fabrizio, «non c è neppure lo spazio per far scendere i passeggeri. Per non parlare di piazza Trento e Trieste, dove i ragazzi si mettono in mezzo alla strada e rischiamo di investirli: se succede qualcosa ci andiamo di mezzo noi, ci tolgono la patente e poi chi ci dà un lavoro?».
Le giornate degli autisti della Panoramica sono fatte di slalom e manovre millimetriche per evitare danni alle carrozzerie.
E quando proprio non riescono, chiamano la polizia municipale, che «spesso arriva dopo molto tempo, dice Domenico Di Fabrizio, «mentre noi blocchiamo il traffico e ci prendiamo anche gli insulti degli automobilisti».
E inevitabilmente le corse del pullman tardano o saltano, con grande rabbia dei passeggeri.