CAMBIA il sistema di gestione degli orari di Trenitalia e le lavoratrici che usufruiscono di permessi finiscono fuori turno, proprio alla vigilia dell'otto marzo, festa della donna. Lo denunciano i sindacati di categoria, Filt, Fit, Uilt, Fast e Ugl. Tutto nasce dalle modifiche avviate da Trenitalia, che anche in Liguria, sta procedendo in questi giorni all'introduzione di un nuovo sistema di gestione del p e r s o n a l e degli equipaggi costato alcuni milioni di euro. «Purtroppo scrive il sindacato in una nota - dopo un anno di sperimentazione in altre regioni, siamo costretti a denunciare che il programma non produce i risultati sperati e scarica su lavoratori e cittadini i suoi costi e le sue inefficenze. I guasti del sistema violano le norme contrattuali sull'orario di lavoro, provocando scontri tra azienda e lavoratori e procurano ingenti spese in termini di ricorso allo straordinario». Ma il fatto più grave è quello che si ripercuote sulle donne e che il sindacato ha segnalato anche al Comitato Pari Opportunità- «I primi a pagare sono stati i più deboli - spiega il documento le lavoratrici madri, che dovrebbero usufruire dei benefici previsti dalla legislazione vigente in materia di tutela dell'infanzia, e possono esercitare il diritto di esenzione o di riduzione della prestazione, sono state poste fuori turno perchè questo sofisticatissimo sistema non prevede la possibilità di costruire turni con limitazioni orarie». Così finisce, sempre secondo il sindacato, che si generano discriminazioni e si «riduce sensibilmente la possibilità di esercitare in tranquillità il ruolo di madre o di padre, stante la condizione di "disponibile", che non permette di programmare al meglio gli impegni familiari in ragione della precarietà conseguente all'utilizzazione giornaliera tipica di questi lavoratori utilizzati su turni non cadenzati nelle 24 ore».