Le industrie, gli impianti di riscaldamento domestico ma, soprattutto, il traffico veicolare. Partono da qui i virus che infettano l’aria che respiriamo ogni giorno e il loro impatto sulla nostra salute è davvero notevole. Che Pescara soffra di mal’aria è un fatto tristemente noto, ormai, e i risultati delle centraline dell’Arta continuano a confermare un trend negativo. In tutto il 2009, i superamenti del limite di polveri sottili sono stati 52, sui 35 consentiti dalla legge. Peggio l’anno seguente, 55, e disastroso il 2011, 69, ovvero quasi il doppio. Ma quest’anno potremmo davvero toccare il fondo: al traguardo volante del 5 marzo su viale Bovio si registravano già 31 giorni di superamento dei limiti, poco meglio dei 35 dello stesso periodo del 2011, mentre su via Firenze il dato è stato addirittura raddoppiato, passando da 9 a 19. Numeri impressionanti, ancor più se letti nel dettaglio. Il limite consentito dalle legge di Pm10 nell’aria, infatti, si attesta a 50 microgrammi per metro cubo, mentre la media in viale Bovio e via Firenze è rispettivamente di 63 e 82. Dati che, probabilmente, sarebbero stati anche peggiori se l’emergenza neve non avesse praticamente azzerato il traffico su via Firenze per quasi sette giorni e se non fosse stato aperto l’asse via Caravaggio-via Ferrari, naturale alternativa a viale Bovio.
Lo scenario che si prospetta è drammatico, specie se si pensa che i ricoveri per malattie collegate alle patologie polmonari sono in costante aumento. Una nuova emergenza da affrontare, dunque, che si aggiunge a quella del porto e dei rifiuti, verso la quale, secondo il capogruppo consiliare del Pd, Moreno Di Pietrantonio, «l’amministrazione comunale ha precise responsabilità». Ma si può fare qualcosa per migliorare la situazione? «Le soluzioni possono e devono essere di due tipi - ha spiegato ieri in conferenza stampa Antonio Blasioli, ex assessore comunale al traffico -. Assodato che l’80 per cento dell’inquinamento della nostra città deriva dalla mobilità, da una parte bisogna pensare ad interventi capaci di alleggerire la quota di traffico che ogni giorno si riversa sulle nostre strade; dall’altro, occorre redigere un piano traffico e un piano della mobilità di aria vasta, prendendo ovviamente in considerazione le realtà a noi più vicine, come Chieti, Francavilla, Spoltore, Montesilvano e Città Sant’Angelo».
Le domeniche ecologiche, secondo il consigliere Pd, sono «solo un palliativo, utili per educare la cittadinanza ad una mobilità alternativa, ma non certo la soluzione del problema». Isole pedonali e Ztl, poi, possono sicuramente migliorare la qualità dell’aria in determinate zone della città, ma quando si chiede ai cittadini di rinunciare all’auto bisogna offrir loro una valida alternativa. E magari evitare pasticci come quello di via Trento, dove, in condominio con una rastrelliera per bici, è spuntato uno stallo riservato alla sosta di auto per disabili: chissà a chi toccherà la multa in caso di utilizzo contemporaneo dello spazio. «Le aree pedonalizzate dovrebbero essere percorse da bus elettrici piccoli e veloci - aggiunge Blasioli -, bisognerebbe garantire corsie preferenziali agli autobus e offrire un servizio di bike sharing appetibile. Il tutto, ovviamente, senza dimenticare le piste ciclabili, la manutenzione di quelle esistenti e la realizzazione di nuove, possibilmente studiate e costruite con criterio, al contrario di quella del lungofiume, che termina nel nulla e nessuno ha il coraggio di inaugurare». Vigila anche il Wwf, che ha fatto sapere che non appena verranno superati i 35 giorni di superamenti annuali consentiti si rivolgerà alla procura.