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Data: 07/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Alluvione, Chiodi annuncia 20 milioni. In consiglio regionale s’impegna ad andare al Cipe per chiedere i Fas persi

Passa all’unanimità la risoluzione presentata dal Pd

TERAMO. Chiodi si impegna a recuperare i vecchi fondi Fas ormai persi, per un parziale ristoro dei danni dell’alluvione che un anno fa tanti danni ha procurato alla provincia di Teramo. Anzi, tenterà di raddoppiarli. Ieri mattina in consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la risoluzione presentata da Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca volta a trovare risorse per rifondere i danni della devastante alluvione del 1º marzo 2011.
I VECCHI FAS. Chiodi ha dichiarato in aula che venerdì prossimo, durante un incontro al Cipe, chiederà che all’Abruzzo vengano destinati 20 milioni. In realtà il Cipe si è ripreso 10,3 milioni di euro, residuo della programmazione Par-Fas mai speso. A disposizione ora c’è un plafond di 780 milioni e a questo punto Chiodi cercherà di ottenerne praticamente il doppio.
‹‹E’ un risultato importante››, commentano i consiglieri Ruffini e Di Luca, ‹‹il consiglio regionale ha preso atto della necessità di proporre un’azione condivisa e unitaria che rafforza il presidente Chiodi nel dialogo con il governo ed il Cipe per reperire i finanziamenti necessari. In questo senso abbiamo apprezzato che il capogruppo della maggioranza Lanfranco Venturoni abbia apposto la propria firma al nostro documento che poi è stato votato da tutte le forze presenti››.
GLI ALTRI FONDI. La risoluzione inoltre impegna Chiodi a richiedere al presidente del consiglio dei ministri la proroga dello stato di emergenza dichiarato il 10 marzo 2011 che dovrebbe scadere il 31 marzo 2012. ‹‹Quest’ultima richiesta è necessaria per ottenere dal governo l’ordinanza del presidente del Consiglio per le conseguenti assegnazione di risorse finanziarie provenienti dal fondo nazionale di Protezione civile, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale che di fatto elimina la “tassa sulle disgrazie”››. In soldoni, prima che intervenisse il “Milleproroghe” a inserire la famigerata tassa, era previsto che la Protezione civile stanziasse 10 milioni, che sarebbero stati destinati alle cosiddette “somme urgenze”, cioè le somme spese dai Comuni per ripristinare la viabilità e riparare i danni più gravi. Ma poi tutto si è bloccato e i Comuni e la Provincia - che ne frattempo avevano speso 12 milioni 424mila euro - sono rimasti rimborsi.
‹‹Chiodi si è impegnato a far emettere l’ordinanza attuativa, conseguente al decreto di riconoscimento dello stato di calamità, con cui verrebbero stanziati i primi finanziamenti per l’alluvione, ma ha precisato che il governo mostra ancora resistenze sul discorso dell’inapplicabilità alle Regioni “calamitate” della fiscalità aggiuntiva prevista nel Milleprororghe 2011, norma oggi dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale››, dichiarano Ruffini e Di Luca. I due consiglieri insistono molto sulla necessità di ottenere, oltre ai vecchi Fas, anche i fondi dalla Protezione civile: sospettano che i primi non possano essere utilizzati per le “somme urgenze”. ‹‹Il Cipe finanzia gli investimenti, quindi probabilmente quei fondi potranno essere spesi per ricostruire ponti, rifare strade o per un ristoro ai danni dei privati››, spiega Ruffini, ‹‹le somme della Protezione civile invece potrebbero essere destinate alle spese sostenute da Provincia e Comuni che sono in una estrema difficoltà per il mancato rimborso››.

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