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Pescara, 09/04/2026
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08/03/2012
Il Centro
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Semplificazioni, battaglia sulla scuola. Saltano le 10mila assunzioni, ma vengono sbloccati gli organici: fondi anche dai giochi |
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ROMA. Si spegne in poche ore e in un clima di alta tensione, per diecimila precari della scuola, la speranza di essere assunti grazie all’aumento delle tasse su alcolici e birra. Con il «no» della commissione Bilancio per gravi problemi di copertura alla norma proposta dal Pd e inserita martedì nel dl Semplificazioni, su cui ieri sera il governo ha posto la fiducia in aula alla Camera, è una lunga riunione tra governo e maggioranza convocata sul filo di lana a risolvere il rebus, mentre il presidente dei deputati Pd Dario Franceschini protesta: «In un sistema parlamentare il governo deve collaborare e trovare le coperture, non contrastare un voto del Parlamento». L’intesa, che i democratici accettano ingoiando amaro e che provoca le proteste dei sindacati, viene appoggiata dal Pdl, che due giorni fa aveva votato contro, e ratificata dalle commissioni Attività produttive e Affari costituzionali con l’ok bipartisan al testo (unico no quello della Lega): viene superato il blocco degli organici dei docenti previsto dalla manovra di luglio, ma la cifra di diecimila inizialmente prevista viene cancellata. La copertura è affidata al fondo di merito del ministero dell’Istruzione; il ministero dell’Economia inoltre potrà ricontrattare entro sei mesi con i Monopoli il prelievo sui giochi, dal Lotto al SuperEnalotto, per assicurare le maggiori entrate che dal 2013 saranno assegnate all’eventuale aumento dei docenti. Gli organici saranno stabiliti ogni tre anni e dipenderanno non solo dall’andamento demografico degli studenti, ma lo sblocco delle assunzioni - stabilisce un successivo parere della commissione Bilancio - resterà legato ai tagli previsti dalla manovra Tremonti del 2008. «Ha prevalso il buon senso: nessuna stabilizzazione, nessun ritorno al passato», commenta l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, mentre il Pd, con Manuela Ghizzoni e Gianclaudio Bressa, parla di «un primo timido inizio». Ma quando l’intesa è finalmente raggiunta e il decreto sta per passare all’aula, un’improvvisa incursione del sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo infiamma il clima e irrita il Pd a tal punto da minacciare di non votare la fiducia. «O facciamo un maxi-emendamento o modifichiamo in Senato il testo del decreto. Non possiamo rimanere senza il fondo di riserva imprevisti», dice Polillo a metà pomeriggio. «Con un maxi-emendamento il Pd non voterà la fiducia» replica Bressa, sottolineando che l’accordo con il governo prevede la fiducia solo su testi usciti dalle commissioni: «Polillo ha minacciato il Parlamento». «Determinare gli organici della scuola in base ai risparmi è un’idea inaccettabile, il ministro Profumo prenda le distanze da Polillo» chiede Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd, mentre Bressa rivela che nel primo pomeriggio Polillo ha modificato in commissione l’emendamento sulla scuola presentato dal vice ministro Grilli: «Nel governo c’è qualcosa che non va». Per rasserenare il clima, deve intervenire il ministro Filippo Patroni Griffi: «Se decideremo di porre il voto di fiducia, lo faremo solo sul testo uscito dalle commissioni Attività produttive e Affari costituzionali», afferma. Il testo, intanto, arriva in aula senza la modifica richiesta da Polillo. Oggi il voto sulla fiducia, il voto finale è previsto per martedì.
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