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Data: 08/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso il voto a L'Aquila - Sull’orlo di una crisi di nervi anche Properzi diserta. Psicodramma primarie, solo La Destra presenta la lista

Ormai è ufficiale, l’unica candidatura alle primarie è quella di Luigi d’Eramo, presentata ieri alle 15.30. È scontato dunque che le primarie non si faranno anche se la parola fine per questa avvincente piéce, che sia commedia, tragedia o farsa, ci sarà solo nel momento in cui il comitato delle primarie comunicherà l’ufficializzazione del ritiro dei componenti delle due liste. Fino a quel momento, per quanto paradossale possa sembrare, Luigi D’Eramo potrebbe chiedere il 18 marzo ai suoi elettori di andare a votare. E non è escluso che non possa farlo come atto di provocazione. E ancora come una provocazione suona la richiesta di Ersilia Lancia del Pdl di riaprire i termini delle primarie per presentare la propria candidatura. Meno scontato è comprendere se la complessiva situazione paradossale sia il frutto di un piano mefistofelico oppure di un Pdl alle prese con un triste clima da «si salvi chi può».
Pierluigi Properzi ha deciso di non presentare la sua candidatura alle primarie seppure annunciata. «Gli avvenimenti di queste ultime ore stanno facendo emergere che per alcuni segmenti politici la mia candidatura alla primarie divide ed è oggetto di riflessione - scrive il professore -. Chi si candida a sindaco dell’Aquila ha il compito di verificare anzitutto la propria capacità di aggregazione. A malincuore e nonostante una disponibilità ampia e ripetuta, non considerando un dato positivo le divisioni determinatesi, ritiro la mia candidatura per le primarie. Rimane ferma la mia determinazione a pormi al servizio della città, come aquilano e come tecnico. Lancio contestualmente un appello a tutte le forze vive di questa città e a tutti i partiti politici affinché valutino una possibile convergenza sulla mia figura e sul programma che andrò a presentare domani». È successo tutto e il contrario di tutto. Solo domenica scorsa si votava al congresso la mozione con Alfano per le primarie. Poi dal cilindro è spuntato Pierluigi Properzi, soggetto civico, ma calamita di molti partiti del centrodestra. «O io o Properzi» ha detto poi Enzo Lombardi che, fiutato il bidone, ha sbattuto la porta.
«Tutta colpa sua - è pronto a dire l’ex presidente provinciale Gianfranco Giuliante -. Ora non abbiamo più candidati alle primarie». A complicare ancor più la situazione è la decisione di Fli, resa nota in queste ore, attraverso il coordinatore regionale Toto di appoggiare Properzi. Un sostegno condizionato al fatto che il Pdl e la destra non targassero con il proprio simbolo le primarie. Due sarebbero state le strade allora: o niente primarie o primarie civiche. Questo il quadro della situazione che vede protagonista un Pdl che continua a giocare a nascondino con i propri elettori. Più di qualcuno sarebbe pronto a fare tana al coordinatore regionale Filippo Piccone. «Sono successe due cose che necessitano riflessione - ha tentato di spiegare, Gianfranco Giuliante -. Enzo Lombardi che per circa due mesi ha ribadito di essere disponibile a fare un percorso sulle primarie ufficializzando la sua candidatura alle primarie al congresso, ha formalizzato la sua uscita di scena. Lombardi sapeva perfettamente che per quello che mi riguardava c’era una propensione per un profilo tecnico o giovane. Dopo di che ha preso per buone indiscrezioni giornalistiche. Da ieri quella che doveva essere una corsa a tre è diventata una corsa a due. Altro dato è che Fli ha fatto un’apertura possibile sul candidato civico Pierluigi Properzi. Personalmente ho sentito Toto il quale ha sostanzialmente detto che c’era la possibilità di una convergenza civica, ma la condizione era che il civico dovesse rimanere civico. Ora se le primarie diventano a due con la convergenza del Pdl su Properzi, Fli si smarcherebbe. Questo il quadro delle riunioni alle quali io non ho partecipato». Giuliante ha ribadito che non è in atto alcun ricatto dei ruoli all’interno delle istituzioni. Nessun ricatto per D’Eramo sul suo incarico alla Provincia «anche perché tutte le Province saranno commissariate entro l’autunno».

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