Altro che tutti insieme appassionatamente. Gli strascichi del dopo congresso continuano a dividere le due anime del Pdl. Ad avvelenare il clima è ora la candidatura di Adele Caroli a vicepresidente del consiglio comunale, proposta da Pescara futura e che solo l’ala pidiellina che fa capo alla neocoordinatrice cittadina Federica Chiavaroli è disposta ad accettare. Netta la contrarietà espressa dall’ala-Pagano, uscita allo scoperto con il consigliere Renato Ranieri, «Caroli non può rappresentare la maggioranza, da cui ha più volte preso le distanze in questi mesi» ha detto il presidente della Commissione Finanze, pronto a candidarsi in alternativa a Caroli. A mettere un carico da 11 sul fronte del no a Caroli è stato ieri il senatore ed ex coordinatore cittadino Andrea Pastore. Nelle ultime ore ha alzato la voce anche Luca Saraceni, portavoce della mozione Pescara Protagonista al congresso, che ha scritto ai senatori Piccone e Di Stefano, e per il comitato cittadino a Chiavaroli e a Marinucci, per chiedere «la convocazione del coordinamento di Pescara Grande Città per discutere la situazione politica nella città di Pescara». Va da sè che, anziché riavvicinarsi, le posizioni delle opposte mozioni al congresso sono ancor più distanti. Evidente che lo spazio concesso in seno al Pdl al leader di Pescara futura, Carlo Masci, richieda quei chiarimenti che non ci sono stati: vuoi perché è stato Masci ad annettersi e a candidare Caroli alla vicepresidenza dell’assise civica per conto della maggioranza e vuoi perché lo stesso Masci vanta assessorati e incarichi con la sua Pescara futura e nel frattempo è diventato azionista di riferimento all’interno del Pdl, cosa che ai fedelissimi di Chiavaroli sta bene - «voteremo Caroli» dice lei - ma non all’altra metà del partito.
In tale burrascoso contesto si inserisce la trattativa tra Pdl e Udc per il rimpasto di giunta che si trascina ormai da fine dicembre. Il sindaco Albore Mascia vuol chiudere la faccenda stasera eppure proprio le fibrillazioni post congressuali minacciano di far saltare il tavolo. Anche su questo fronte, Pdl e Udc non parlano con una voce sola.
Riunitosi l’altra sera, il gruppo consiliare Udc guidato da Dogali ha deciso di puntare al secondo assessorato da assegnare a una donna, «come ci ha proposto il sindaco», rinunciando all’opzione che prevedeva deleghe più robuste per l’assessore Udc Vincenzo Serraiocco con l’aggiunta di un posto nel cda dell’Aca (che impone però un iter farraginoso). A differenza del gruppo, il coordinatore provinciale Udc Antonello De Vico lascia spiragli aperti a questa seconda soluzione e in tal caso sarebbe il Pdl a incassare l’assessorato rosa per il quale incrocia le dita Daniela Arcieri Mastromattei. «La trattativa è aperta e decideremo insieme, senza dimenticare che alle decisioni di Pescara sono legate altre possibili intese in altri comuni» dice Federica Chiavaroli. Anche qui l’elemento di disturbo è proprio Carlo Masci e nel gruppo Udc spiegano perché: «Il congresso ha dimostrato che Pdl e Pescara futura sono ormai un tutt’uno, dunque non esiste che tengano undici assessorati lasciandone solo uno a noi dell’Udc, ecco perché insisteremo con il sindaco per avere la seconda poltrona in giunta, oltre a più deleghe per Serraiocco».