Il 13 marzo vertice con i comuni del Nord Resta in piedi l'idea di aggregare Gtt con le aziende di trasporto di Milano, Bologna, Venezia e forse Genova: se ne discuterà in un incontro a Milano la prossima settimana La parola d'ordine è fare in fretta, perché bisogna incassare il prima possibile. Il Comune si prepara a cedere il pacchetto di minoranza di Gtt, l'azienda dei trasporti, l'unica di cui si può già avviare la dismissione. Lo fa con una delibera che apre una sorta di sondaggio tra tutti i soggetti che potrebbero essere interessati. La città punta a incassare circa 110-115 milioni di euro, dismettendo il 49 per cento delle quote. Gli advisor incaricati nei mesi scorsi di definire il valore di Gtt hanno fissato l'asticella a 230 milioni. L'azienda è il terzo gruppo italiano nel settore del trasporto pubblico locale, con circa 5.500 dipendenti e un fatturato che supera i 500 milioni di euro. Il provvedimento messo a punto dal vice sindaco Tom Dealessandri lascia aperte tutte le opzioni: Palazzo di Città si muoverà a 360 gradi, sondando la disponibilità sia di eventuali soci industriali che finanziari. L'impostazione iniziale puntava dritto sulla ricerca di un'azienda decisa ad affiancare Gtt, soluzione che avrebbe circoscritto il raggio d'azione a non più di un paio di grandi gruppi stranieri: la britannica Arriva e la francese Veolia. Troppo pochi, forse, per cercare di spuntare un prezzo adeguato, senza contare che su Gtt in questo momento pesa la zavorra dei tagli al trasporto pubblico locale decisi sia dai governi nazionali che dalla Regione, cosa che ne deprime il valore. Puntare tutto sul socio industriale a molti è sembrato un rischio. E così l'opzione finanziaria è rientrata in corsa. Sotto tre forme: il coinvolgimento di un istituto bancario, di una fondazione o della Cassa depositi e prestiti. L'opzione alternativa, inglobando un partner interessato esclusivamente alla redditività dell'investimento, dovrebbe lasciare il management nelle mani della città. E portare denaro: sotto forma di ingresso diretto nel capitale sociale, nel caso di una banca; di partecipazione a un'operazione finanziaria, con eventuale emissione di prestito obbligazionario convertibile, nel caso di una fondazione; o di partecipazione a un'aggregazione di sistema, nel caso della Cassa depositi e prestiti. La prossima settimana, a Milano, è previsto un nuovo incontro tra i vertici delle aziende di trasporto pubblico delle grandi città del Nord: Torino, Milano, Bologna, Venezia e forse Genova. Da settimane si ragiona su possibili sinergie, aggregazioni di servizi, micro-fusioni. Chiusa la fase degli abboccamenti il vertice dovrebbe servire a verificare la fattibilità di un'operazione che potrebbe coinvolgere un investitore istituzionale come la Cdp. La delibera non esclude nessuna di queste opzioni. Si limita a fissare alcuni paletti, soprattutto sulla governance: chiunque sia il socio sarà il Comune a nominare la maggioranza dei componenti del consiglio d'amministrazione.