Resta da capire se gli attori dello psicodramma primarie abbiano recitato su copione o su canovaccio. Si ha l’impressione che questa avvincente sceneggiatura sia stata scritta da tempo. Tante comparse, pochi protagonisti e un’unica regìa. Nonostante il naufragio delle primarie, non c’è, strano a dirsi, alcun clima da resa dei conti in casa Pdl. Da Roma le preoccupazioni sembrano altre. Un dettaglio, insomma, il fatto che sia stata disattesa la mozione con cui è stato eletto segretario provinciale Alfonso Magliocco che recitava «con Alfano per le primarie». Sembra ci sia stato anche chi avrebbe colto l’occasione di questi «tempi supplementari» per andare di nuovo a Roma per perorare la causa di De Matteis. Mentre a livello regionale è tornato alla carica il vice coordinatore Fabrizio Di Stefano nella capitale troverebbe la sponda di Gaetano Quagliariello. «Qualunque ipotesi di candidatura può e deve essere presa in considerazione e può essere sostenibile, compresa quella di Giorgio De Matteis» ha detto Di Stefano ad AbruzzoWeb. Nel coro pro De Matteis c’è anche la dirigente regionale Carla Mannetti: «Abbiamo aderito con convinzione e in tempi non sospetti al progetto L’Aquila città aperta di Giorgio De Matteis perché consapevoli di operare una scelta giusta nell’esclusivo interesse della nostra città - scrive in una nota -. Non abbiamo partecipato al congresso del Pdl perché non era chiara la strategia del partito nè tantomeno condivisa con la base, ma soprattutto per evitare litigi e scontri di cui i cittadini sono stanchi. Oggi è amaro dover assistere a questo spettacolo dove impera l’antipolitica e tutti si sentono autorizzati a parlare senza seguire un percorso comune e pensare al futuro della nostra città. Oggi siamo sempre più convinti dello spessore del progetto L’Aquila Città aperta dove la politica viene intesa in maniera diversa non come luogo di potere ma come spirito di servizio alla città dell’Aquila e al suo bene comune ed invito tutti coloro che si riconoscono in questo progetto e hanno a cuore le sorti della nostra città ad aderire. Crediamo che tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato contro dovrebbero fare un passo indietro con umiltà pensando che L’Aquila e il suo futuro vengono prima di ogni altra cosa».
Un passo indietro? Neanche per sogno, the show must go on, perciò ieri sera a Sulmona si è riunito l’esecutivo provinciale del Pdl per decidere di convergere sulla candidatura “civica” di Pierluigi Properzi che oggi presenterà il suo programma, alla presenza, sembra, anche del coordinatore del partito di Fini, Daniele Toto, che così battezzerà l’appoggio di Fli al progetto. Ed Enrico Verini? «Sono ancora candidato sindaco di Fli - ha detto ieri mattina -. Il partito non si è espresso ufficialmente finora». Se tutto andrà «secondo copione» il professore, Pierluigi Properzi candidato di «Domani L’Aquila» dovrebbe scendere in campo con 4 liste: quelle di Fli e del Pdl, una formata dai rappresentanti delle frazioni e l’altra composta soprattutto da professionisti.
Dopo il precedente delle primarie naufragate è legittimo, tuttavia, chiedersi se vi sia la possibilità di ulteriori colpi di scena. Sembra al momento remota l’ipotesi di una eventuale convergenza del Pdl su De Matteis, mossa che sarebbe peraltro accolta con una certa freddezza dai compagni di avventura di L’Aquila città Aperta. Ieri il segretario comunale dell’Mpa Corrado Ruggeri ha mostrato scarsissimo interesse ad una ipotesi di convergenza sul nome di de Matteis da parte del Pdl. E non poteva essere altrimenti visto che una delle caratteristiche di L’Aquila città aperta è l’essere alternativa ai due cartelli di centrodestra e centrosinistra.
L’ira di Storace: metodi da cricca
Il segretario della Destra: «Vergogna, vogliono imbrogliare gli elettori»
Un Francesco Storace furibondo ha affidato la sua ira al blog, mentre la Destra a livello provinciale perde i pezzi con le dimissioni dall’incarico e dal partito del segretario Pierluigi Cosenza e della dirigente Sabrina Cicogna. Cosenza forse aveva fiutato il bidone prima di D’Eramo, perciò si era mostrato in tempi non sospetti contrario alla partecipazione di D’Eramo alle primarie. Ora dargli ragione non può più bastare. Commissario della federazione è stato nominato Valerio Di Pasquale. Il numero uno della Destra, invece non le manda certo a dire. È duro, durissimo nei confronti del Pdl locale di cui chiede la testa, consapevole, tuttavia, che a Roma non vi sarà alcuna reazione. «All’Aquila - dice Storace - una cricca di partito ha deciso di imbrogliare gli elettori». «Alfano, che vuol fare del Pdl il partito degli onesti, cominci a sbarazzarsi dei manigoldi che ha a L’Aquila. Chi si comporta così, non merita di fare politica». Il leader ricostruisce la storia delle ultime ore di cui è stato vittima D’Eramo. «Anche se giovane - continua Storace - ha già una brillante esperienza amministrativa che lo mette in evidenza di fronte agli aquilani. Anche la sua famiglia ha sofferto la tragedia del terremoto e non ha esitato a porsi dalla parte dei cittadini persino nei confronti di quello che era il governo amico. È stato ad un passo dal diventare assessore regionale, per la stima che di lui ha il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Il Pdl non ha un candidato come lui. Via via li ha divorati tutti, finché non ne era rimasto uno solo in campo, l’architetto Pierluigi Properzi, 73 anni, indipendente non iscritto al partito. Si sono resi conto che le primarie può vincerle il candidato della Destra e hanno deciso di annullarle. Non credo che si debba usare una parola diversa da vergogna. Metodi da cricca. La pensano sostanzialmente così: siccome le regole ci penalizzano, annulliamo le regole. E preferiscono candidare un perdente nemmeno iscritto al partito piuttosto che un vincente dirigente di un altro partito. Il sindaco Cialente, quello che fa rima con inefficiente, ringrazia il Pdl. Circolava persino voce che taluno avrebbe voluto persuadere D’Eramo minacciando la revoca dell’incarico di assessore in Provincia in caso di conferma della volontà di candidarsi, senza neppure rendersi conto che il codice penale punisce il reato di estorsione. D’Eramo andrà avanti, con il sostegno del suo popolo e l’affetto del suo partito».
L’assessore provinciale, dunque si candiderà a sindaco, del resto la sua macchina è già partita. L’argomento è stato comunque oggetto di un esecutivo del partito che si è riunito nella tarda serata di ieri.
Il gruppo della Polverini apre a De Matteis «Città nuove», «Città aperta»; l’affinità non solo semantica c’è già, anche se la neo-nata fondazione aquilana del movimento di Renata Polverini non vuole ancora ufficializzare il proprio appoggio al candidato sindaco Giorgio De Matteis. Non è politicamente corretto farlo nel giorno in cui si presenta la fondazione alla città. Il coordinatore Geremia Mancini tuttavia parla della necessità di un unico candidato sindaco e del bisogno di una fase nuova della politica aquilana. «Auspichiamo che il centrodestra - ha detto - possa trovare l’unità su un’unica persona». Nella platea c’è una buona fetta della Ugl, ovviamente con Piero Peretti e Giuliana Vespa; ci sono anche l’ex sindaco Biagio Tempesta (che libera subito il campo da ipotesi di candidature locali), Carla Mannetti, il consigliere comunale Vito Colonna, l’altra faccia del Pdl, insomma. Spunta poi Carlo D’Emilio famoso per la battaglia per il doppio senso di viale Corrado IV. La fondazione vicina al centrodestra, sembra intenzionata ad andare alle amministrative con una lista di appoggio. Non vuole tuttavia dare la sensazione di aver già scelto. Si prepara dunque il terreno: «Mi sembra grave che il centrodestra possa andare diviso - ha osservato Geremia Mancini -. Questa frammentazione non giova. Noi guarderemo quello che accadrà nei prossimi giorni. Guarderemo ai programmi e agli uomini». Anche Giuliana Vespa ha sottolineato che «la campagna elettorale sta assumendo i contorni di una farsa. Questa fondazione è vicina al centrodestra, noi vogliamo prendere per mano il cittadino. Nel post sisma la gestione della giunta Cialente che ha fatto più danni del sisma stesso. Cialente ha detto eleggetemi subito al primo turno così non perdiamo tempo, ma la sua frase è ridicola. Ci ha fatto assistere ai balletti di riconsegna della fascia, dimissioni, scarica barile sul piano ricostruzione. Noi invece vorremmo idee nuove per questa città». Per la fondazione il cento storico della città deve avere priorità assoluta. No a una nuova Pompei». «Siamo amareggiati per quanto sta succedendo al centrodestra - ha aggiunto -. Si sta generando confusione e l’elettorato non sa come muoversi. Come Città nuove auspichiamo un centrodestra che possa trovare unità su un’unica persona. Avevamo bisogno di un unico candidato sindaco. Non possiamo accettare che i nostri ragazzi abbiano come punti di riferimento i centri commerciali». L’associazione ha espresso apprezzamento per «la coerenza di Luigi D’Eramo».