SARANNO probabilmente trasferiti tutti nella sede operativa di Lucca gli operai delle officine F.lli Lazzi di Firenze. Questa, almeno, l'intenzione dichiarata dall'azienda nell'ultimo incontro con i sindacati. Il lavoro, infatti, nel capoluogo toscano si è ridotto drasticamente. Esiste ancora il contratto con la Mercedes, ma la ventina di meccanici rimasti a Firenze da qualche settimana non si occupano più dei mezzi di Lazzi Turismo, che di recente è stata venduta a Toscana Bus (composta da Giotto Bus, Maddii e Alterini). Non solo. La sede storica di Lazzi in via Mercadante, venduta da tempo a un'immobiliare dovrà essere dismessa entro settembre. Il trasferimento non è stato accolto bene dagli operai, che sono residenti a Firenze. «Ci era stato detto, sì, di un trasferimento - ci scrive un meccanico dell'azienda - ma su Firenze, non su Lucca. Per di più sarà tutto a spese nostre, con mezzi nostri». Inoltre, a detta dei sindacati, non è certo se tutti gli operai, una volta a Lucca, potranno comunque mantenere a lungo termine il posto di lavoro. «Un'ipotesi - spiega Paolo Panchetti, della Fit Cisl - potrebbe essere quella di ricorrere per una parte di essi a una qualche forma di ammortizzatore sociale, o in alternativa una ricollocazione in Cap e Opitec. Ma ancora non è chiaro in che direzione vuole andare l'azienda». Anche perché il progetto iniziale era quello, una volta scaduti i contratti di manutenzione ancora in atto, di passare tutti gli operai rimasti a Firenze alla newco Cap Lazzi, che peraltro ha anch'essa la sede a Lucca. Ma la preoccupazione non è solo quella dei meccanici rimasti a Firenze. «In Lazzi Turismo si rischiano esuberi, perché ci sono diverse problematiche. In più la nuova proprietà, Toscana Bus, non riconosce nessun integrativo ai 38 dipendenti provenienti da Lazzi, perché dicono che era scaduto, ma in realtà in ricontrattazione». «Nella vecchia azienda l'integrativo non c'era», fanno sapere da Toscana Bus. «Era un'azienda in perdita e noi la dobbiamo ristrutturare. Dei 38 dipendenti, una decina sono impiegati. E' ovvio che qualche esubero ci sarà, ma il numero è ancora da definire»