NON SONO stati altro che la 'punta di un iceberg' i disagi che gli utenti dei treni delle linee locali hanno dovuto subire a febbraio a causa dell'emergenza neve. E' quanto è emerso nel corso dell'incontro, sui problemi dei collegamenti fevvoriari, svoltosi ieri nel Salone Estense della Rocca con la partecipazione dell'assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri, del vicepresidente dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna Antonio Pezzi, dell'assessore provinciale alla viabilità Secondo Valgimigli e dell'assessore all'ambiente e viabilità di Lugo Fiorenzo Baldini. L'obiettivo era raccogliere le osservazioni dei pendolari, dell'associazionismo e della cittadinanza sulle condizioni dei trasporti ferroviari locali, e fornire loro una risposta attraverso l'intervento dell'assessore Peri. I numerosi cittadini e i rappresentanti di comitati e associazioni che hanno detto la loro lo hanno fatto in modo tranquillo, ma la 'fotografia' dei trasporti ferroviari che infine ne è emersa è stata veramente catastrofica. «IL SERVIZIO di trasporto pubblico dovrebbe essere affidabile - ha sottolineato, tra gli altri, Simona Simoncelli del Comitato di pendolari 'Rombo' - i pendolari che usano il treno per andare al lavoro devono arrivarci, e in orario, come pure i tanti studenti delle scuole superiori e universitari. Invece non è così: in occasione delle nevicate tanti treni sono stati cancellati senza informarne gli utenti, ma a parte questa circostanza c'è il problema delle coincidenze, con tempi di 3 minuti per scendere da un treno e salire su un altro, che ovviamente si perde nei tanti casi di ritardo. Inoltre c'è la mancanza di strutture adeguate per disabili, anziani, mamme con bambini, nelle stazioni non ci sono i cartelloni elettronici, quindi non si sa mai se un treno arriverà o no, senza contare le tante stazioni dove non c'è neanche una biglietteria automatica». Da altri interventi sono emersi problemi riguardanti la capienza dei treni, tra cui il 'minuetto' formato da 2 carrozze, che parte da Ravenna e a Bagnacavallo è già al completo, poi i bagni quasi sempre inagibili, chiusi a chiave anche se non guasti, le sedie retraibili rotte, le porte 'bullonate' perché rotte e non aggiustate. INEVITABILE dunque che, da parte di tutti, sia stato rilevato che «questo non è il modo per favorire l'utilizzo del treno». Pienamente d'accordo l'assessore Peri, che ha praticamente annunciato il 'licenziamento' di Trenitalia da parte della Regione. La nostra Regione, ha affermato, «a differenza di molte altre non ha fatto un contratto diretto con Trenitalia ma una gara, che Trenitalia si è aggiudicata. Ma le cose non vanno bene, quindi la Regione sta per emettere un nuovo bando di gara aperto a tutte le società ferroviarie europee, con alcune condizioni imprescindibili: l'investimento di 400-500 milioni di euro per la ristrutturazione della rete e il rinnovamento dei treni (la maggior parte dei quali ha più di 30 anni), e l'impegno per l'integrazione di tutti i mezzi di trasporto, con l'obiettivo di un biglietto unico per il treno, l' autobus e il noleggio delle biciclette». PER la Bassa Romagna, l'assessore Valgimigli ha sottolineato «l'esigenza di migliorare i collegamenti ferroviari tra i vari Comuni, alla luce dei sevizi aggregati tra cui l'Ospedale», auspicando infine la realizzazione di una "metropolitana di superficie".