I metalmeccanici si fermano 8 ore, manifestazione nazionale a Roma. Appuntamento al centro con lo slogan "Democrazia al lavoro": protesta contro la Fiat, a difesa del contratto nazionale e dell'articolo 18. Gli intellettuali appoggiano le tute blu
Venerdì 9 marzo è il giorno dello sciopero generale dei metalmeccanici. Le tute blu si fermano per 8 ore e la Fiom torna in piazza a Roma, con lo slogan "Democrazia al lavoro": la situazione economica del paese, Fiat e articolo 18 sono al centro della protesta. Molte adesioni sono arrivate dalla società civile e dalle organizzazioni, che si ritrovano insieme nelle strade della capitale. Tra queste non c'è il Partito democratico che, a seguito delle polemiche degli ultimi giorni, ha deciso di non scendere in piazza per la presenza dei movimenti No Tav.
La manifestazione nazionale della Fiom parte alle 9.00 da Piazza Esedra. Seguirà poi un percorso per il centro della città: piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via G. Amendola, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via Merulana, viale Manzoni, viale E. Filiberto. L'arrivo sarà in piazza San Giovanni dove è previsto il comizio finale del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, fissato per le 13.30.
Nei giorni scorsi Landini ha riassunto le ragioni della mobilitazione. In primo luogo la condotta della Fiat. "Il piano Fabbrica Italia non c'è più - ha detto in conferenza stampa -. Il primo ad avere dichiarato che se non si vendono auto negli Usa si chiudono due stabilimenti è Marchionne". Ha chiesto quindi al governo di convocare l'azienda. "Così come è stato solerte il governo a intervenire sulle pensioni e su altri temi, non lo vediamo così a difendere l'industria e il lavoro nel nostro paese". Finora "la Fiat non ha ai voluto discutere con nessuno il piano industriale". Sul fronte del lavoro, infine, "c'è una violazione dei diritti: è stato cancellato il contratto nazionale".
Il segretario ha poi parlato del rapporto con i movimenti. "Faremo parlare il Movimento dell'acqua. Faremo parlare anche i No Tav, ma non cambia il significato della manifestazione. La Fiom non è d'accordo con le grandi opere, e non lo è da ieri ma da un po' di anni".
Tante le personalità illustri che hanno manifestato il loro appoggio allo sciopero generale. Tra queste c'è il direttore di Micromega, Paolo Flores d'Arcais, gli scrittori Andrea Camilleri e Antonio Tabucchi, la fisica Margherita Hack. E ancora molti studiosi, come il costituzionalista Stefano Rodotà, il professor Luciano Gallino e Gustavo Zagrebelsky. Dal mondo della cultura anche Fiorella Mannoia, Moni Ovadia, Furio Colombo e Fabrizio Gifuni. Gli intellettuali e gli artisti stanno con le tute blu della Cgil.