Servizi pubblici. L'amministrazione punta a incassare 400 milioni e a bilanciare i minori trasferimenti statali
SCELTA STRATEGICA Per Fassino un passo obbligato per rientrare nel Patto di stabilità violato nel2011 ma anche «un'operazione di politica industriale» Filomena Greco Gabriele Guccione TORINO «#a» Lapartitaè cominciata. La Torino guidata dal sindaco Piero Fassino da il via all'operazione che porta sul mercato buona parte del tesoretto che palazzo di Città detiene attraverso le partecipate. Sul piatto il 49% di Gtt (trasporto pubblico locale) e Amiat (rifiuti), l'8o% di Trm (termovalorizzatore), a cui si aggiunge fl progetto di cessione della metà della quota in Sagat, la società dell'aeroporto di Caselle (quota del Comune pari al 38%). Un tesoretto stimato, all'indomani della valutazione degli advisor di Meliorbanca, sui 400 milioni di euro. "Acqua santa" per i conti di Palazzo di Città, che per rientrare entro quest'anno nel Patto di stabilità - violato nel 2011 - e arginare la riduzione dei trasferimenti statali, dovrà recuperare dai 350 ai 380 milioni di euro. Per il Comune, dunque, si tratta di una scelta obbligata, ma, allo stesso tempo, anche di «un'operazione di politica industriale » come sostiene il sindaco Piero Fassino che, dall'energia, allo smaltimento rifiuti, al trasporto aereo, porta avanti il progetto di costruire, attraverso sinergie e alleanze, soggetti economici che possano competere sul mercato globale. «Consideriamo l'acquisizione di Edipower da parte di Iren e A2a il primo pilastro di una più grande multiutility in costruzione». Ad aprire le danze è Gtt, la società di gestione del trasporto pubblico locale, al 100% del Comune. La Giunta ha stabilito la cessione del 49% e prima dell'estate si andrà a gara. Gtt oggi è il terzo gruppo di trasporto pubblico in Italia per dimensione, con 5mila dipendenti, 3mila mezzi, ricavi 2010 a 480 milioni, in calo nel 2011 a quota 469,7. Si spera di ricavare no milioni. «Abbiamo già ricevuto manifestazioni d'interesse da parte di potenziali soci industriali » spiega Fassino. Il "bando" resterà aperto per circa un mese. L'amministrazione ha fissato alcuni paletti, ad esempio in caso di socio industriale che abbia dimensioni superiori a quelle di Gtt e che operi nel settore da un certo numero di anni. Condizioni che aprono la strada anzitutto ai gruppi europei, a cominciare da Arriva DB, colosso britannico acquistato nell'agosto 2010 da Deutsche Bahn, già presente sotto la Mole con la società di trasporto extraurbano Sadem. «La valutazione fatta dagli advisor - spiega il vicesindaco di Torino, Tom Dealessandri - dovrà comunque essere aggiornata prima di bandire la gara, in primavera». Almeno due le variabili: in positivo, il ritocco al rialzo dei prezzi di biglietti e tariffe di sosta, in negativo, invece, il taglio di trasferimenti dalla Regione. La strada che porta alla ricerca di un socio finanziario, pur non essendo stata abbandonata formalmente, risulta accantonata di fatto: gli investitori contattati negli ultimi mesi dal Comune - da Cassa depositi e prestiti a Crt - si sono di fatto tirati indietro di fronte a un'operazione che non garantirebbe sufficiente remunerazione del capitale investito. Tra i bocconi più ghiotti nel parterre partecipate del Comune c'è il 38% di Sagat, società che gestisce l'aeroporto di Caselle, verso la quale si è imposto l'interesse del fondo F2i di Vito Gamberale - che a fine 2011 ha acquisito il 30% della Sea, Aeroporti di Milano, dal Comune - ma che, in ogni caso, dovrà fare i conti con le limitazioni imposte dal patto tra gli attuali soci, a cominciare dai Benetton, attraverso la holding Sintonia. «Il Comune - sottolinea Fassino - punta a dimezzare la sua quota, nei prossimi giorni sentirò anche gli attuali soci per capire quali intenzioni hanno». In ogni caso, il patto scade a giugno e da quel momento ci sarà più libertà per tutti. La dismissione del 20% delle quote potrebbe fruttare circa 60 milioni. 1 Eppure, il dossier partecipate si è trovato in questi mesi di fronte a una strada in salita. La holding delle partecipazioni comunali (Fct Holding), creata a dicembre per facilitare l'operazione, non è ancora riuscita a ottenere il prestito ponte necessario per anticipare il ricavato delle dismissioni. L'operazione di cessione di Trm, poi, resta sospesa in atte- -sa dell'autorizzazione da parte delle banche che hanno finanziato la costruzione dell'impianto. In prospettiva, partner naturale dell'operazione nell'ambito del ciclo dei rifiuti sarebbe Iren. Intanto, il prossimo passo della Città, prima della redazione del bilancio di previsione 2012, sarà la «ricognizione» completa delle partecipazioni societarie comunali, prima dell'avvio delle gare per l'ingresso dei soci privati. 400milioni L'obiettivo del Comune Dalla cessione delle quote Torino spera di incassare circa 400 milioni di euro Le prossime partite Gtt, vìa alle manifestazioni d'interesse sotto la Mole In primavera la gara perla cessione del 49% della società che gestisce metro e trasporto locale