Una doccia fredda per il Governo Chiodi. Ieri il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’impugnativa, dinanzi alla Corte Costituzionale, della legge finanziaria regionale 2012 della Regione Abruzzo. La decisione è motivata dal fatto che varie disposizioni eccedono dalle competenze legislative conferite alla Regione e violano principi costituzionali. Sul sito del Governo ci sono le questioni prese in esame e giudicate irregolari. La prima presa in esame è la norma contenuta nell’articolo 16 introduce modifiche alla legge regionale n. 25 del 3 agosto 2011 recante "Disposizioni in materia di acque con istituzione del fondo speciale destinato alla perequazione in favore del territorio montano per le azioni di tutela delle falde e in materia di proventi relativi alle utenze pubbliche". Quindi l’articolo 6, comma 1, che dispone che "le economie di stanziamento relative agli importi iscritti in bilancio per il rimborso dell’anticipazione di liquidità di cui all’art. 2, comma 98, della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010), sono destinate al finanziamento delle spese relative al servizio di trasporto pubblico locale regionale". La disposizione regionale in esame, nel destinare a finalità diverse da quelle sanitarie le anticipazioni di liquidità che sono state autorizzate dallo Stato per la copertura dei debiti sanitari pregressi, contrasta con il principio di contenimento della spesa pubblica espresso dal menzionato art. 2, comma 98, della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010), secondo il quale lo Stato è autorizzato ad anticipare alle regioni interessate dai piani di rientro la liquidità necessaria allo specifico fine di estinguere i debiti sanitari cumulativamente registrati. Poi altre questioni che la Regione dovrà valutare ed eventualmente rivedere. «Si tratta solo di alcuni articoli della legge Finanziaria - ha commentato il governatore Gianni Chiodi - È già successo molte volte e anche per altre regioni. Valuteremo le ragioni dello Stato, se ci convinceranno le modificheremo, altrimenti andremo davanti alla Corte Costituzionale». Meno possibilità di cambiamenti è invece Carlo Masci, assessore al Bilancio. «Faremo ricorso alla Corte Costituzionale: al tavolo di monitoraggio Sanità dimostreremo che le due norme impugnate non servono a ripianare il deficit. Non potranno impedirci di utilizzare risorse ferme ma disponibili da destinare a servizi essenziali, come i trasporti e la sanità stessa». Il riferimento è in particolare alla norma che destina 13 milioni di euro al servizio trasporti, una somma accantonata per un mutuo di 200 milioni di euro che la Regione avrebbe dovuto attivare per pagare un debito sulla sanità emerso a sorpresa alla fine del 2010. Secondo Masci quel mutuo non è stato mai attivato e quindi quei soldi sono liberi e possono essere assegnati al settore trasporti; l’altra norma si riferisce ai 10 milioni di euro recuperati dal bollo auto sempre per far fronte al deficit della sanità, un "buco" cancellato alla luce del piano operativo 2011 e utilizzato dalla Regione per pagare un mutuo sempre nel settore sanità. Masci ha sottolineato che il bilancio non è stato osservato essendo passato nei giorni scorsi al vaglio del governo mentre sulla Finanziaria «contiamo di chiarire al più presto perché i fondi a nostro avviso sono disponibili e utilizzabili». Intanto però dopo l’impugnazione la Regione è stata costretta a congelare queste somme almeno fino al 4 aprile prossimo. Critiche arrivano invece dall’Idv. «Il Governo Monti impugna di fronte alla Corte Costituzionale la legge finanziaria della Regione Abruzzo. Praticamente Chiodi non ne azzecca una», si legge in una nota dell’Idv Abruzzo. «Non si tratta, infatti - afferma il consigliere Cecè D’Alessandro - di un incidente di percorso: era già successo lo scorso anno per la finanziaria 2010 e la questione si è ripetuta innumerevoli volte per leggi ordinarie. Se contiamo le leggi impugnate, cioè fatte male, sono di numero superiore a quelle approvate senza rilievi».