Priorità allo scalo marittimo con un altro molo e la diga foranea
Finite le chiacchiere da bar, ecco le cifre vere sui fondi Fas destinati al Pescarese. In attesa che la Regione ripartisca fra le quattro province i 606 milioni di euro ottenuti sulla base dei progetti che verranno presentati, per il capoluogo adriatico ve ne sono una cinquantina già disponibili riguardanti le grandi infrastrutture sulle quali Pescara e l’area metropolitana si giocano il futuro. Il pacchetto relativo ai Fas è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 febbraio e le provvidenze sicure al cento per cento sono quelle per il porto (20 milioni), l’aeroporto (11) e la filovia (16), tutte le altre saranno attribuite sulla scorta dei progetti che Pescara e provincia riusciranno a presentare, dimostrando ovviamente la fattibilità delle opere da realizzare. Ma il piatto forte, com’è ovvio, è rappresentato dalle tre grandi infrastrutture, che per Pescara erano strategiche già prima e che diventano ora di vitale importanza alla luce della stagnante situazione economica della città. Gianni Chiodi ha incassato un primo via libera dal Governo Monti per l’impiego immediato delle somme, «e penso - afferma Lorenzo Sospiri, che da consigliere regionale ha spinto sull’acceleratore - che un presidente di Regione che si presenta con questa cifra abbia la credibilità necessaria per ottenere il "sì" del Governo nazionale». Nel dettaglio, ecco qual è la destinazione dei 47 milioni di fondi Fas: «I 20 milioni per il porto - aggiunge Sospiri - serviranno a realizzare il superamento della diga foranea e al completamento del molo di levante, opere essenziali per eliminare il problema dell’insabbiamento che ha portato alla paralisi dello scalo». Sulla stessa questione, il consigliere Pdl apre alla proposta del Pd di votare una mozione condivisa per dare priorità assoluta ai lavori del porto: «Se ne può parlare - concorda Sospiri - visto che parliamo di un’emergenza divenuta ormai cronica». Gli 11 milioni per l’aeroporto, invece, hanno due obiettivi: «L’allungamento della pista, 200 metri circa, e la costruzione del nuovo hangar, opere entrambe propedeutiche a un salto di qualità strutturale». Soldi che, insieme al Piano marketing 2012 (chiesti 5 milioni), e all’incremento delle rotte internazionali dovrebbe consentire di arrivare in un paio di anni alla fatidica soglia degli 800mila, la quota indispensabile per dare piena autonomia economica alla Saga e, quindi, di sganciarsi dalla dipendenza della Regione. I 16 milioni per la filovia «ci permettono di completare l’opera fino al terzo lotto - conclude Sospiri - ovvero il tratto dall’università all’aeroporto e quello dal centro sino al confine con Francavilla al Mare».