L’AQUILA. L’aeroporto di Preturo resterò chiuso fino al 31 marzo. Al momento, secondo la X Press, la società milanese che ha preso in gestione lo scalo, «non sussistono le condizioni di sicurezza minime per rendere operativa la struttura». A pochi giorni dal cambio della guardia arriva il primo stop al decollo ufficiale dell’aeroporto. Le verifiche tecniche messe in atto dalla X Press, vincitrice della gara indetta dal Comune per l’affidamento ventennale dello scalo, hanno dato esito negativo. «Non risulta agli atti neppure il contratto che la vecchia gestione avrebbe dovuto stipulare con l’Enel», afferma Giuseppe Musella, presidente della X Press. «Stiamo verificando i passi da fare per la voltura e regolarizzare». Intanto l’aeroporto resta chiuso, eccezion fatta per i voli di emergenza (118 e Protezione civile). Non è detto che il taglio del nastro possa avvenire nei primi giorni di aprile, come auspica Musella: «Per poter lavorare in tranquillità abbiamo bisogno di tutte le certificazioni necessarie. Siamo preoccupati per il discorso operativo e turistico, legato ai voli privati. Un’attività che abbiamo dovuto interrompere, in quanto l’aeroporto è privo delle condizioni minime di sicurezza. Il problema più impellente è quello dell’energia elettrica, poi si penserà ad applicare una serie di normative, a organizzare l’ufficio tesseramento e installare nuove telecamere di controllo dei varchi di ingresso che al momento non sono adeguatamente sorvegliati». La X Press, subentrata alla Air Vallée, dopo una serie di ricorsi e di polemiche ha accettato la sfida con l’obiettivo di trasformare la pista di Preturo in un aeroporto nazionale e attivare una serie di collegamenti con Milano, le isole, Malta e i Balcani. Ma questo sarà un passaggio successivo. Al momento la priorità resta la riattivazione ai piccoli voli privati. «Per l’apertura è sufficiente una comunicazione all’Enac», fa sapere Musella. «Stiamo operando in sinergia con l’ufficio tecnico del Comune per superare gli ostacoli trovati. Non siamo disposti ad avviare l’attività in assenza delle condizioni di sicurezza e senza un controllo preciso dell’utenza in entrata e uscita e del traffico aereo. Per questo abbiamo chiesto il supporto delle istituzioni». Una partita da chiudere in tempi brevissimi, dice la X Press, che sta già pensando a una nuova denominazione dello scalo, che potrebbe chiamarsi «Roma parchi», con l’intento di dare visibilità e respiro nazionale alla struttura. Per l’attivazione dei voli occorrerà la certificazione Enac di scalo commerciale.