TRIESTE. Sindacati a valanga contro Trenitalia. «Scarica sui dipendenti le proprie responsabilità», denunciano Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast Ferrovie. Perché secondo la società i disagi sarebbero causati dall'assenteismo: nel primo trimestre del 2011 - affermava nei giorni scorsi Trenitalia in un comunicato - la percentuale media di assenti tra chi lavora a bordo e negli uffici della Direzione Fvg non ha mai superato il 13%. Negli ultimi giorni di febbraio e nella prima settimana di marzo 2012 la percentuale è stata del 31%. Quindi «le cancellazioni sono riconducibili a un forte incremento di assenze fra il personale di bordo». Una sottolineatura che ora passa anche negli annunci in stazione attraverso gli altoparlanti: l'avviso dei ritardi è accompagnato da un «a causa della mancanza del personale». Affermazioni che indignano le segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Fast Ferrovie: «Trenitalia scarica la responsabilità dei disservizi sui capo treno, bollandoli di assenteismo». A detta delle parti sociali si sarebbero registrati «diversi episodi in cui i capo treno sono stati insultati dai viaggiatori esasperati, che non hanno fatto distinzioni tra chi lavora a pieno ritmo, rinunciando ai riposi per sopperire alle carenze, e chi invece è assente». Perché, aggiungono, «è sui capi treno che ricade tutta l'insoddisfazione per le inefficienze strutturali del trasporto regionale. Sono mesi che facciamo presenti i problemi e proponiamo soluzioni che l'azienda non prende in considerazione. Trenitalia si trova a dover pagare il conto di anni di blocco delle assunzioni, di mancati investimenti e di manutenzione ridotta all'indispensabile». E, ancora: «Da tempo il personale lavora in condizioni di estremo disagio, con turni in cui lo straordinario e il riposo lavorato sono la quotidianità, e questo vale anche per le officine che per le biglietterie». Ad aggravare il quadro il nuovo programma di turnazione che, segnalano, «prevede turni anche su dieci ore consecutive e penalizza le maternità». Ciò dimostra «che il problema è l'organizzazione e non le malattie del personale». Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast Ferrovie snocciolano i dati: nel 2008, alla voce capo treno, si contavano 130 persone, oggi ne troviamo 110, di cui soltanto 94 effettivi (i 16 mancanti si dividono tra temporaneamente inidonei (8), maternità (7) e 1 distacco sindacale, oltre al fatto che tra due mesi usciranno per pensionamento altri 3 capo treno. L'assessore alle Infrastrutture Riccardo Riccardi si tiene fuori dalla polemica: «Mi auguro che la questione venga chiarita, perché a pagare il conto sono i viaggiatori e il mio compito è tutelare loro». Trenitalia, invece, rincara la dose: «Oggi i turni dei capitreno del Friuli Venezia Giulia comportano un impegno giornaliero di 70 agenti. Per garantire quei turni Trenitalia sostiene il costo di 127 risorse, ovvero quasi il doppio». La società precisa quindi che nessun tavolo di confronto è aperto con i sindacati su questo specifico tema.