Le cifre erano nell'aria. Non si conoscevano nel dettaglio, ma la tendenza dei conti Conerobus era tracciata. Si parlava di una prospettiva negativa nella relazione al bilancio 2010. E i conti la dicevano lunga. Quel bilancio chiuse con un disavanzo di 512 mila euro, ma solo perché ci fu una sopravvenienza attiva di 600 mila euro. Altrimenti il rosso sarebbe già allora schizzato oltre il milione. Il pre-consuntivo 2011, a giugno, parlava di perdite. La questione è un'altra e si gioca su due punti. Il primo è che fino a poco tempo fa nelle comunicazioni intervenute tra azienda e Comune si parlava di un deficit di 500 mila euro. Il secondo è la concomitanza dell'uscita di Simonetti con il no del sindaco al suo ingresso in giunta. Più volte i revisori del Comune hanno sollecitato l'amministrazione a monitorare le partecipate per evitare sorprese. Ed è sul primo punto che si gioca ora la partita. Virgilio Rossi, presidente della commissione bilancio, ha chiesto ieri la sbobinatura del verbale dell'audizione di Simonetti avvenuta il 22 settembre 2011. All'ordine del giorno i conti dell'anno in corso. "Simonetti parlò di un disavanzo di mezzo milione di euro", ricorda Virgili Rossi. Non un milione. E ora spuntano i 2,5 milioni di deficit presunto per quest'anno. Si passano al setaccio le righe di quel verbale. Non finirà qui. "Conerobus è un'azienda sana, con un patrimonio pari a 12 milioni di euro di capitale sociale", sottolineava ieri in una nota Simonetti. "L'azienda - dice - continua ad attuare il piano industriale approvato nel 2008", che durerà fino alla fine del 2012. "Il bilancio 2010 approvato dall'assemblea dei soci a giugno 2011 - ricorda - stabiliva una perdita di 512 mila euro, riportando negli atti di bilancio gli stessi indicatori relativi al costo di produzione in sensibile aumento: gasolio, metano, assicurazioni. La stessa assemblea ha poi approvato negli atti di bilancio l'ulteriore causa della perdita, derivante dai corrispettivi che la Regione attualmente eroga per servizio extraurbano, e che risulta da anni il più basso". Simonetti aggiunge che dall'assemblea dei soci del giugno 2011 al 31 dicembre 2011 "nulla è cambiato per l'azienda, se non ulteriori rincari dei medesimi costi di produzione, dovuti a scelte nazionali che ricadono nel bilancio 2011". La presidente della Provincia Patrizia Casagrande e gli assessori Antonio Gitto ed Eliana Maiolini si sono incontrati ieri con Simonetti, che già sabato scorso aveva parlato di dimissioni irrinunciabili. E sembrano propendere per la linea aziendale. "In effetti - si legge - i costi di gestione delle aziende di trasporto hanno subito forti aumenti per variabili assolutamente non controllabili né dai vertici aziendali né dalle amministrazioni pubbliche". Occorre dunque continuare, è stato detto, "nelle operazioni di efficientamento dell'azienda e nella ricerca di un equilibrio economico costante. Ciò soprattutto in vista della gara europea per l'affidamento dei servizi nel 2013". Non perde l'occasione l'Idv. La crisi di Conerobus "era stata annunciata da varie criticità dell'intero comparto del trasporto pubblico locale, che gli enti di riferimento non potevano ignorare". Così l'architetto Angela Pavone, membro del Cda di Conerobus e del direttivo provinciale dell'Idv. "Di recente - ricorda - abbiamo anche chiesto la partecipazione di un assessore della giunta comunale ad un incontro del Cda, spiegando, con dovizia di particolari, le varie problematiche aziendali. Oggi quella medesima giunta dichiara di cadere dalle nuvole. Ma è stato necessario un gesto eclatante del presidente di Conerobus (le dimissioni annunciate da Sandro Simonetti; ndr) per costringerla a vedere". Domani il Cda lunedì o martedì l'incontro in Regione. I corrispettivi si decidono qui. E c'è chi butta il sasso: la revisione, dice qualcuno, sarebbe nata ai tempi in cui a Palazzo Raffaello c'erano Edoardo Mentrasti e Paolo Pasquini.