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Data: 11/03/2012
Testata giornalistica: La Nazione
«Con i treni superveloci altri ritardi per i pendolari»

DOPO avere presentato l'esposto per il blocco della circolazione dei treni a causa della nevicata del 17 gennaio scorso, il Comitato Pendolari Valdarno Direttissima è di nuovo in stato di allerta per l'entrata in servizio, il prossimo aprile, dei nuovi treni ad alta velocità di Della Valle e Montezemolo. «La linea Firenze-Roma - precisa il portavoce Maurizio Da Re - sarà a rischio intasamento e saturazione perchè all'inizio sono previsti 5 treni Italo, ma nei mesi successivi diventeranno 20, equivalenti a 40 viaggi fra andata e ritorno, da Firenze a Roma e viceversa, Italo si aggiungerà ai Frecciarossa di Trenitalia così da rendere più che mai difficile l'uso della Direttissima da parte dei treni dei pendolari del Valdarno e di Arezzo a causa - spiega Da Re - delle ulteriori interferenze e dei probabili ritardi nelle ore di punta del mattino e del pomeriggio, per migliaia di lavoratori e studenti». Secondo il portavoce del Comitato i problemi riguarderebbero una quindicina di convogli che in quelle fasce orarie viaggiano sulla direttrice Firenze-Valdarno-Arezzo-Foligno- Roma, i più frequentati dai pendolari in quanto percorrono la Direttissima fra Figline e Firenze. Da Re si rivolge quindi alla Regione Toscana chiedendo quali garanzie sono previste per i treni dei pendolari per fare fronte al traffico in eccesso sulla Firenze-Roma: «Nel luglio del 2010 - ricorda il portavoce - l'assessore Ceccobao scrisse all'allora ministro Matteoli per chiedere garanzie e certezze perché non ci fossero disagi e ritardi per i pendolari toscani, e danni al trasporto regionale all'arrivo dell'Alta velocità di Montezemolo e Della Valle, adesso che arrivano i nuovi treni dalla Regione devono arrivare le certezze». Inoltre Da Re chiede anche l'esito dello studio di fattibilità, da parte di Rfi, sulla linea Firenze-Roma, nella tratta Firenze Rovezzano-Figline Valdarno per verificare l'incremento delle capacità ferroviarie della tratta, e del mantenimento dei treni regionali esistenti: «Una verifica - sottolinea il portavoce del Comitato - che diventa fondamentale per evitare il dirottamento dei treni dei pendolari dalla Direttissima alla linea lenta».

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