Gentile Direttore, approfittando di un tiepido pomeriggio mi sono concesso una salutare passeggiata in biciletta e dalla riviera sono passato sulla strada parco e, osservando gli orribili tralicci metallici della filovia in fase di realizzazione, (che tra poco impediranno di fruire di questa meravigliosa area), mi sono reso conto che anche a Pescara abbiamo la nostra piccola e inutile Tav. I paralleli (seppur con misure di grandezza ovviamente molto diversa) con la situazione della Val di Susa a mio parere ci sono. In entrambi i casi c’è di mezzo una infrastuttura che molti cittadini contestano. Anche a Pescara come in Piemonte tutto è iniziato da parecchi anni, a partire da finaziamenti della Comunità Europea. Anche da noi ci sono già mezzi che cercano di svolgere la stessa funzione e che spesso viaggiano semivuoti e con ritardo (chiunque per verificare, si può divertire, a osservare durante tutto il giorno i passeggeri sugli autobus che transitano sulle strade parallele). Quindi anche a Pescara basterebbe migliorare e potenziare quello che già c’è. Anche qui come nella vallata piemontese le istituzioni procedono a testa bassa senza aver coinvolto i cittadini nè nella fase progettuale e tanto meno in quella realizzativa e in entrambi i casi non si capisce perché non si possano lasciare esprimere i cittadini con una consultazione referendaria. Anche a noi dicono che comunque abbiamo avuto i finaziamenti e che tutto è ormai ad un punto che è impossibile tornare indietro, che è come se si dicesse a una persona, che forse ha sbagliato strada, che siccome ha già speso dei soldi per percorrerla comunque deve continuare su quella via. Anche i nostri amministratori (di tutte le formazioni politiche che si sono succedute negli ultimi anni al governo della città) si limitano a dire che è un opera utile e necessaria senza accompagnare questa affermazione con dati chiari e oggettivi a supporto. Basterebbe monitorare (in contradditorio con le associazioni che rappresentano i cittadini contrari all’opera) le presenze e i passegeri sulle linee già operanti sulle stesse direttrici per avere dati affidabili. Anche a Pescara pare che non ci sia una valutazione di impatto ambientale secondo le norme vigenti che anche l’Europa chiede. Quindi le regole della Comunità Europea valgono solo per rispettare i finaziamenti avuti, ma non per le modalità realizzative e progettuali?
Il presidente della Gtm Michele Russo, che sostiene le ragioni del sì, è lo stesso che ha ordinato decine di pneumatici termici per i mezzi pubblici 10 giorni dopo le ampiamnte previste nevicate e che non si è limitato a questo, ma le ha anche (a suo dire) fatte montare sui mezzi pubblici alle porte di marzo per quindi doverle far smontare entro un paio di settimane (!!??).
Non penso ci sia bisogno di altre parole se non un’ultima importante precisazione e autocritica. Anche a Pescara come nella Val di Susa e come in Italia chi ci governa e ci amministra o designa gli amministratori come Russo, lo abbiamo scelto noi (non io) e quindi come popolo abbiamo la nostra parte di responsabilità. Ce ne dovremmo ricordare al momento opportuno e non dovremmo smettere di impegnarci per noi per i nostri figli.